— Elon Musk (@elonmusk) November 2, 2022
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L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, si è detto preoccupato per la nuova gestione di Twitter di Elon Musk.
L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha chiesto alla nuova proprietà di Twitter di mettere i diritti umani al centro della piattaforma. Nei giorni scorsi Elon Musk ha rilevato ufficialmente il celebre social network e ha annunciato da subito il licenziamento di circa metà dei dipendenti, compreso chi lavorava nei dipartimenti dei diritti umani. Una piccola rivoluzione che ha suscitato critiche e preoccupazioni, arrivando ora fino alle Nazioni unite.
Dopo mesi di trattative, offerte, dietrofront e smentite, a fine ottobre il miliardario americano Elon Musk ha acquistato il social network Twitter per una cifra di 44 miliardi di dollari. “L’uccellino è stato liberato”, è stato il suo primo commento, facendo riferimento al marchio della piattaforma.
Musk da tempo criticava la limitazione dei contenuti di Twitter, che ha portato tra le altre cose alla rimozione di profili come quelli di Donald Trump. Mentre la vecchia proprietà si è adoperata in questi anni per fermare la circolazione di fake news sul social network e limitare pratiche come l’hate speech, il fondatore di Tesla si è presentato come paladino della “massima libertà di espressione”, sottolineando che non farà cancellare neanche l’account che segue il suo jet privato, nonostante si tratti di “un rischio diretto per la sicurezza personale”. A poche ore dalla rilevazione di Twitter ha poi eliminato la divisione che si occupa di moderazione dei contenuti e ha introdotto la spunta blu a pagamento, un’altra misura che ha fatto storcere il naso ai più: quella certificazione, oggi gratuita, permette di distinguere gli account verificati da quelli fittizi e costituisce una sorta di garanzia di qualità dell’informazione e dei contenuti.
Ma l’intervento più brutale di Elon Musk è stato nel campo delle risorse umane. A poche ore dall’acquisto di Twitter ha licenziato tutti i suoi dirigenti, poi ha annunciato un piano di licenziamenti che ha colpito circa la metà degli oltre 7mila addetti. Molte persone sarebbero state lasciate a casa dalla sera al mattino e sono state attivate class action per violazione delle leggi federali californiane sul lavoro. Intere divisioni sono state smantellate del tutto o quasi, come quella delle relazioni pubbliche, quella dei diritti umani e quella che si occupa di intelligenza artificiale.
L’approccio di Elon Musk sulla libertà di espressione di Twitter, che sembrerebbe una sorta di carta bianca a ogni contenuto senza alcuna moderazione, sta suscitando molte perplessità. Questo anche alla luce di scandali del passato legati ai social network, come Cambridge analytica o la denuncia a Facebook dei Rohingya. Tanto che è intervenuta anche l’Onu.
Una lettera aperta pubblicata dall’Alto commissario per i diritti umani, Volker Türk, sottolinea che la cancellazione della divisione sui diritti e sull’intelligenza artificiale voluta da Elon Musk non è un inizio di gestione incoraggiante, e ha esortato il nuovo proprietario “a garantire che i diritti umani siano al centro” della piattaforma.
Türk ha poi enunciato alcuni principi che dovrebbero guidare la nuova proprietà di Twitter nella gestione del social network. Innanzitutto occorre proteggere la libertà di espressione nel mondo, dialogando direttamente con i governi quando questo non succede. In secondo luogo, la libertà di espressione su Twitter non deve essere considerata un lasciapassare, nel senso che è necessario arginare la disinformazione. Turk ha poi sottolineato che sulla piattaforma non debba esserci alcuno spazio per violenza, odio e discriminazione. Occorre infine garantire massima trasparenza e protezione della privacy, anche per i contenuti non in inglese. Nei giorni scorsi erano arrivate anche altre prese di posizione riguardo al tema diritti umani e Twitter. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, aveva chiesto che i social network facessero di più per bandire contenuti di odio dalle loro piattaforme.
Intanto anche Meta, la società che controlla Facebook, Instagram e Whatsapp, starebbe preparando un grande piano di licenziamenti. L’indiscrezione è arrivata dal Wall Street Journal, secondo cui nei prossimi giorni si avrà il più grande taglio di risorse umane da quando la società esiste nel 2004.
La decisione avrebbe a che fare con la perdita di 80 miliardi di dollari del suo valore di mercato e a restare a casa potrebbe essere il 10 per cento dei circa 87mila dipendenti. In effetti qualche settimana un esponente di Meta aveva detto che “prevediamo di concludere il 2023 con all’incirca le stesse dimensioni o con un’organizzazione leggermente più piccola di quella di oggi”, sottolineando che alcune divisioni avrebbero potuto essere potenziate, altre cancellate.
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