Smart city

Un video svela la smart city che sorgerà nel 2021 in Giappone, alle pendici del monte Fuji

Un video mostra la smart city che sorgerà in Giappone nel 2021. Voluta da Toyota, settanta ettari connessi e sostenibili alle pendici del monte Fuji, Woven City servirà per sperimentare la città e la mobilità del futuro.

Giappone, 2021, pendici del monte Fuji. È qui che Toyota ha deciso di costruire il suo modello di città del futuro. Non una grande città, in un tempo così breve non sarebbe possibile. Un video mostra come sarà la prima smart city in scala, 70 ettari di terreno (equivalenti a circa 700 mila metri quadrati, poco più della Città del Vaticano) che ospiteranno Woven City, un modello di città in cui sperimentare realmente i vantaggi di un ecosistema connesso, dove tutto, dalla mobilità alle abitazioni saranno alimentate da celle a combustibile a idrogeno.

Smart city, costruirla dal nulla è più semplice (e veloce)

Il tema ormai interessa e appassiona architetti e urbanisti di tutto il mondo. Il concetto di smart city, di “città intelligente”, come ha recentemente mostrato anche Stefano Boeri con la sua Smart Forest City, presuppone una profonda rivoluzione. Significa ripensare in ottica sostenibile le infrastrutture, il modo di vivere delle persone, la riqualificazione del territorio, la mobilità. Tutto deve cambiare, dalla progettazione degli spazi urbani all’economia, passando, ovviamente, dalla mobilità di cose e persone all’interno della città. L’obiettivo? Migliorare la qualità della vita dei cittadini, riducendo l’impatto ambientale delle città. Una trasformazione non semplice, per questo partire da zero è più semplice: “Costruire una città completa dalle fondamenta, anche su piccola scala come questa, è un’opportunità unica per sviluppare le tecnologie del futuro. Con persone, edifici e veicoli tutti collegati e in comunicazione tra loro attraverso dati e sensori, saremo in grado di testare l’intelligenza artificiale connessa, massimizzandone il potenziale”, ha dichiarato il presidente di Toyota, Akio Toyoda al Ces di Las Vegas, dove è stato presentato il progetto Woven City.

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Smart city, la mobilità è al centro della rivoluzione

Il progetto di Woven City, la cui realizzazione è prevista entro il 2021, parte proprio dalla mobilità. Tre le tipologie di strade previste, differenziate per destinazioni d’uso:

  • percorsi per veicoli veloci
  • percorsi a bassa velocità dedicati a mobilità personale, micromobilità e pedoni
  • percorsi esclusivamente pedonali

Tre tipologie di strade destinate a intrecciarsi fra loro per formare una griglia organica che dovrebbe servire a evitare i problemi di traffico che affliggono ormai tutte le metropoli del mondo. Quella di Woven City sarà una mobilità connessa, autonoma, senza emissioni e condivisa, pensata per “nuove forme di vita urbana”, come le ha definite Bjarke Ingels, l’architetto danese incaricato del progetto (fra le sue realizzazioni il nuovo World Trade Center a New York, la Lego House in Danimarca e le sedi Google di Mountain View e Londra) che ha pensato a una città dove parchi di quartiere e piazze stimoleranno gli incontri sociali per incoraggiare il legame umano. “Crediamo di avere con Woven City un’opportunità unica nell’esplorare nuove forme di urbanità che potrebbero aprire nuove strade da intraprendere per le altre città” ha sottolineato Ingels.

Per spostare i residenti attraverso la città, solo veicoli completamente autonomi e a emissioni zero saranno consentiti sulle principali vie di comunicazione. A Woven City e in tutta la città, gli e-Pallete autonomi Toyota saranno utilizzati per il trasporto e le consegne, così come negozi itineranti. ©Toyota
Per spostare i residenti attraverso la città, solo veicoli completamente autonomi e a emissioni zero saranno consentiti sulle principali vie di comunicazione. A Woven City e in tutta la città, gli e-Pallete autonomi Toyota (gli stessi che supporteranno gli spostamenti di atleti e team a Tokyo 2020) saranno utilizzati per il trasporto e le consegne, così come negozi itineranti. ©Toyota

Woven City sarà un incubatore di idee

Completamente connessa e alimentata da celle a combustibile a idrogeno, la smart city che ospiterà residenti, collaboratori di Toyota ma anche ricercatori, startup e scienziati interessati al progetto, è stata pensata come un laboratorio vivente, dove le persone (massimo 2 mila per iniziare), oltre a nuove forme di mobilità, potranno testare e sviluppare tecnologie come la robotica, le case intelligenti e l’intelligenza artificiale. Gli edifici saranno realizzati in legno ma con metodi di produzione innovativi, l’energia verrà dal sole e dall’idrogeno, la vegetazione sarà autoctona e sfrutterà la coltura idroponica. E a supervisionare tutto (anche la salute dei cittadini), una forma evoluta e “collaborativa” di intelligenza artificiale, che si prenderà cura di cose e persone.  “We welcome all those inspired to improve the way we live in the future”, recita il sito di Woven City, chiunque sia interessato a dare il suo contributo trova qui tutti i riferimenti.

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