Unicredit dona computer rigenerati alle scuole

Circa 60 computer rigenerati sono stati donati a un Istituto comprensivo di Pisa e alle sedi Avis toscane.

Serviranno all’attività didattica e allo svolgimento delle normali operazioni di segreteria i 15 computer completi di schermi Lcd, mouse e tastiere donati all’Istituto comprensivo Galilei di Pisa.

 

Sono invece 42 i desktop regalati alle sedi locali dell’Avis Toscana. Alcuni saranno utili per lo svolgimento delle attività informative e promozionali, altri serviranno a rendere più rapido e funzionale il lavoro delle segreterie.

 

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“Il potenziamento del parco tecnologico all’interno delle sedi Avis rappresenta un aiuto per donare meglio ed in modo più appropriato”, ha commentato Luciano Franchi, presidente di Avis Toscana. “Donare è un gesto importante che se programmato, previa prenotazione, attraverso la propria Avis, diviene ancor più efficace in quanto il sangue viene donato nel momento esatto in cui c’è richiesta. La prenotazione della donazione viene effettuata in tutta la Toscana e da tutte le sedi Avis identicamente attraverso il programma informatico Agendona. Con tutte le sedi attrezzate sarà più facile rispondere ai bisogni della sanità toscana.”

 

Il programma fa parte della più ampia politica di responsabilità sociale del gruppo bancario, che per l’occasione si è appoggiato alla cooperativa sociale Re Tech Life, che ha aggiornato e reso fruibili le apparecchiature dismesse dalla banca.

 

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“Siamo lieti di aver potuto dare un aiuto concreto a questo Istituto di Pisa”, spiega Alessandro Raffo, area manager Toscana Ovest di UniCredit. “Nel corso del 2014 abbiamo donato agli Istituti scolastici ed alle Associazioni della Toscana più di 250 computer oltre a un ingente quantitativo di materiali di segreteria, confermando in concreto il suo radicamento nel territorio: una presenza attiva nell’economia ma anche una particolare attenzione alle esigenze delle comunità locali in cui opera”.

 

Una seconda vita quindi per i dispositivi digitali che altrimenti non avrebbero trovato altro impiego. Un modo per risparmiare e digitalizzare le scuole, spesso ancora impreparate o a corto di fondi.

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