Torna l’Uno maggio Taranto, tra musica e impegno per i diritti di tutti

Il primo maggio 2022 torna l’Uno maggio Taranto libero e pensante, una giornata di festa in cui la musica fa da amplificatore per l’impegno sociale.

Alcuni lo chiamano controconcerto perché si svolge in contemporanea con il concerto del primo maggio di Roma, ma l’Uno maggio Taranto libero e pensante è molto altro. È una giornata in cui Taranto, la città ferita dai veleni dell’Ilva, urla a piena voce la sua voglia di cambiare e rimettere al centro i diritti di tutti. Con la musica, ma anche con le testimonianze di chi prova a cambiare le cose: attivisti, associazioni, esperti, movimenti di cittadini.

Diretta Esclusiva | Concerto Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto

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Posted by Uno Maggio Taranto Libero E Pensante on Sunday, May 1, 2022

Nel 2019 trecentomila persone erano sotto il palco, come in un grande abbraccio collettivo. Poi è arrivata la pandemia a spegnere forzatamente i riflettori su questa e altre occasioni di condivisione. Dopo due anni è il momento di ripartire con l’edizione 2022. Dietro le quinte ci sono i tre direttori artistici – l’attore Michele Riondino, il cantautore Diodato e il musicista Roy Paci – e il comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti. Ci sarà anche LifeGate, in qualità di media partner.

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Direttori artistici e presentatori sul palco di Taranto nel 2019 © Simone Cecchetti

Il cast dell’Uno maggio Taranto 2022

L’appuntamento è per il primo maggio 2022 al parco archeologico delle Mura Greche di Taranto. Dopo l’apertura affidata a quattro band emergenti, a partire dalle 14:00 si alterneranno sul palco Giovanni Caccamo, Fabio Celenza, Cosmo, Calibro 35, Cor Veleno con i Tre allegri ragazzi morti, Don Ciccio African Party, Ditonellapiaga, Eugenio in via di Gioia, Francesco Forni, Gaia, Med Free Orkestra con Fabrizio Bosso e Chiara Galiazzo, Melancholia, Ermal Meta, Gianni Morandi, Erica Mou, N.A.I.P., Andrea Pennacchi, Terraross, The Niro, The Zen Circus, Giovanni Truppi, Margherita Vicario e 99 posse. La conduzione è affidata a Martina Martorano, Serena Tarabini e Andrea Rivera.

Questi i nomi confermati, ma “da questa edizione potete aspettarvi le sorprese più eclatanti”, svela a LifeGate Roy Paci, senza celare il suo entusiasmo. “Potrebbero esserci altri artisti, grandi jam session sul palco, sorprese che non abbiamo voluto svelare perché nemmeno noi sappiamo se succederanno davvero!”.

Il fatto che gli artisti siano così eterogenei “è assolutamente voluto”, assicura Diodato. “La musica a nostro avviso deve abbattere le barriere, e in una situazione come quella di Taranto ancora di più. Vogliamo che questa manifestazione sia un punto d’incontro tra anime molto diverse che hanno una visione comune, quella di trovarsi in un luogo in cui i diritti di tutti sono tutelati. In cui ci sia una denuncia, ma anche la volontà di costruire un futuro e una narrazione alternativi in cui siano messi in primo piano i diritti umani, il diritto alla vita, i diritti dei lavoratori e dei cittadini, e un rapporto equilibrato con il pianeta che ci ospita”.

Ringraziamo tutte le realtà di lotta che partecipano all'evento e che sono parte attiva e integrante di un progetto…

Posted by Uno Maggio Taranto Libero E Pensante on Saturday, April 23, 2022

Il palco come agorà dove incontrarsi e ascoltare storie

Come ogni anno, gli artisti hanno sposato la causa e hanno quindi deciso di esibirsi a titolo gratuito. “Gli artisti che aderiscono a Uno maggio Taranto lo fanno a discapito dei loro cachet, perché vogliono esserci”, ci spiega Michele Riondino. “Chi vive quest’esperienza come pubblico, invece, lo fa per ascoltare. L’invito che voglio fare quest’anno è quello di spegnere i social e diventare sociali. Non fare i video ma, piuttosto, prendersi il tempo giusto per conoscere le storie che verranno raccontate su quel palco. Abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno di ascoltare prima ancora di raccontarci. Questo palco sarà un’agorà dove potersi dedicare del tempo. Noi chiediamo questo e non vediamo l’ora di trovare tutti gli amici di Uno maggio Taranto, perché in fondo è questo: è un incontro, è una scampagnata, è rincontrare gli amici che non si vedono da tanto, troppo tempo”.

La musica, dunque, fa da amplificatore. Esprimendo anche il proprio valore sociale e politico. “Molti hanno paura di pronunciare questa parola, ma la politica è ciò che permette a tutti di vivere bene e non di sopravvivere”, puntualizza Roy Paci. “L’Uno maggio Taranto ha ridato coraggio a tanti cantautori che vivevano un momento di disillusione, favorendo un ritorno a un certo tipo di impegno. Si può fare politica parlando di ambiente, di migrazioni… tutto è politica, e noi lo sappiamo bene.”

Michele Riondino
Il direttore artistico Michele Riondino © Simone Cecchetti

A Taranto si discute di diritti, lavoro, ambiente e salute

Prima ancora di essere un concerto, infatti, l’Uno maggio Taranto è un’occasione per dare a Taranto la visibilità che merita. Accendendo i riflettori sull’inquinamento, legato in primo luogo all’ex-impianto siderurgico dell’Ilva, che da decenni avvelena la città e chi la abita. Questa è la battaglia civile per cui il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti si spende dal 2012, attraverso il controconcerto ma anche e soprattutto un laboratorio politico permanente che lavora per sensibilizzare la cittadinanza, spesso unendo le forze con altre associazioni ambientaliste (ha partecipato anche alle campagne nazionali Per il clima, fuori dal fossile e Giudizio universale).

“Taranto è una città bellissima, è una città che merita tanto e che ha bisogno di costruttori, di sognatori”, conferma Michele Riondino, figlio di un operaio dell’Ilva, che racconterà la sua città nel suo primo film da regista, attualmente in lavorazione. “Da ragazzino mi dicevo che, se fossi nato a Roma o Milano, non avrei sofferto quello che ho sofferto a Taranto. Con il passare degli anni, allontanandomi dalla mia città, ho capito che è proprio grazie a Taranto se sono diventato l’uomo che sono oggi”.

Cittadini e lavoratori liberi e pensanti
Il comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti © Simone Cecchetti

“Un focolaio per dare voce a chi voce non ha”

La giornata sarà scandita dalle testimonianze di Luisa Impastato, nipote di Peppino Impastato; Aboubakar Soumahoro, sindacalista in prima linea contro il caporalato; Cecilia Strada, ex-presidente di Emergency ora impegnata con la ong ResQ – People saving people; Riccardo Noury, portavoce di Amnesty international sezione italiana; ricercatori e professori (Stefania Barca, Mario Pansera, Cristina Mangia, Francesco Gonella, Roberto Lucchini); giornalisti (Raffaele Crocco e Valentina Petrini).

Presenti anche i movimenti ambientalisti (tra cui Fridays for Future ed Extinction Rebellion) e pacifisti (come la Rete contro la militarizzazione), quelli che si battono contro le grandi opere (tra cui No Tav, No Tap e No Muos) e i lavoratori di Civitavecchia, Falconara, Bergamo, Veneto, Alitalia, Cementir. Ci saranno anche i lavoratori della cultura e dello spettacolo, messi in ginocchio dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. Lo stesso Diodato se ne è fatto portavoce fin dai primi mesi della pandemia, incontrando anche il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini. “Dalla pandemia abbiamo imparato tanto di noi stessi, della nostra fragilità e della nostra mancanza di tutele. È iniziato un lavoro gigantesco, portato avanti da grandi professionisti, anche attraverso alcune proposte di legge”, racconta.

“L’Uno maggio Taranto è il migliore focolaio in Italia – e uso volutamente questa parola nella sua accezione positiva – per dare di nuovo voce a chi voce non ha, dare forza e coraggio a quelle anime che non possono godere degli stessi diritti degli altri”, conclude Roy Paci.

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