L’Europa è pronta per i veicoli a idrogeno, Bolzano è la capofila italiana

L’idrogeno supera la tecnologia ibrida, eguaglia i motori a combustione interna ed è la forma più ecologica per spostarsi in automobile. L’Europa si prepara all’arrivo dei veicoli a idrogeno e a Bolzano si testa l’efficienza della rete di distribuzione .

I veicoli a idrogeno sono pronti per il mercato europeo e nordamericano. Il salone di Ginevra inaugura la forma più avanzata di produzione energetica a partire dall’idrogeno superando, senza nessun compromesso, i limiti della tecnologia ibrida. In anteprima europea, il salone ha ospitato una gamma di automobili a celle a combustibile dalle prestazioni senza precedenti nel mondo della mobilità sostenibile. Il miglioramento della qualità dell’aria, il contenimento dei cambiamenti climatici e la riduzione del consumo di energia sono il cuore di un nuovo concetto di spostamento che non tutti i paesi sono ancora pronti ad accogliere.

 

L’idrogeno è l’elemento più comune in natura, ma non è semplice trovarlo isolato. L’idrogeno compone l’acqua e la maggior parte delle forme organiche del nostro pianeta e una volta estratto può diventare un combustibile dalle potenzialità eccezionali. La combustione del gas produce come unico scarto acqua o vapore acque, mantenendo dalle 2,4 alle 6 volte superiore agli altri combustibili l’energia per unità di massa. Questo è il motivo per cui le vetture a idrogeno, combinate alla tecnologia ibrida, garantiscono, in fase di utilizzo, la massima compatibilità ambientale senza rinunce sulle prestazioni. Più autonome delle ibride, i veicoli a idrogeno percorrono 500 chilometri con un pieno e vantano prestazioni del tutto simili a quelle di un’auto con motore a combustione interna  arrivando a una velocità massima di 178 chilometri orari con un’accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in 9,6 secondi.

 

La produzione conta ancora poche unità, ma il futuro è alle porte. La mancanza di strutture di rifornimento e il costo delle vetture dovuto alle componenti in platino, un metallo molto prezioso ma essenziale per la produzione di energia dall’idrogeno, hanno frenato la commercializzazione di questi veicoli nonostante la grande richiesta. Per abbassare i costi e fornire una scelta più ampia, la ricerca sta lavorando per ridurre o sostituire il platino, alleggerire le vetture e diminuirne l’ingombro. Il vero problema è la mancanza di stazioni di rifornimento che verrà presto tamponata con gli investimenti da parte degli enti locali e delle aziende.

 

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I giapponesi sono i primi della classe, ma la ricerca europea non scherza. Il Giappone è la nazione che investe maggiormente nella tecnologia a idrogeno, accelerando la diffusione di vetture all’avanguardia. Le proiezioni sul numero di veicoli a idrogeno e i costi di costruzione dei distributori di gas hanno permesso all’Europa di aprire solo 27 stazioni di rifornimento, con la promessa che aumenteranno entro il 2015. In attesa dell’accordo tra produttori di energia e case costruttrici che assicurerà lo sviluppo della rete dei distributori, il lancio delle automobili a idrogeno in Europa è slittata a settembre 2015.

 

Anche l’Italia fa la sua parte, Bolzano città pilota. A Bolzano esiste H2-sudtirolo, l’impianto di produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili che ha spinto la regione Trentino Alto Adige a pianificare la costruzione di 24 stazioni di rifornimento entro il 2020. Lo sviluppo nel capoluogo trentino di questa tecnologia innovativa ha permesso a Bolzano di essere scelta, insieme ad altre cinque città europee (Copenaghen, Innsbruck, Londra, Monaco di Baviera e Stoccarda) per testare l’efficienza della nuova rete infrastrutturale nel rifornimento dell’idrogeno.

 

In lista d’attesa per l’idrogeno giapponese. Il fermento del mercato delle automobili a idrogeno ha accolto sul palcoscenico svizzero la vettura Fuel cell vehicle (Fcv, veicoli a celle combustibili) della casa giapponese Toyota, la Mirai. La prima berlina prodotta in serie alimentata da celle a combustibile della casa nipponica è stata presentata prima del suo debutto, a settembre 2015, negli autosaloni della California (Stati Uniti), Germania, Danimarca e Regno Unito. La Toyota Mirai si presenta come l’automobile del futuro, di nome e di fatto (Mirai in giapponese significa futuro), ritenuta un’alternativa sempre più convincente per il pubblico che ha già prenotato più di 2mila vetture. Un risultato inaspettato, quello della Mirai, che esclude ancora i compratori europei e statunitensi.

 

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