Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Il Monastero è ubicato nella suggestiva zona dei Navigli e offre a chiunque l’opportunità di partecipare alle discipline che vi si praticano quotidianamente
Il Monastero è ubicato nella suggestiva zona dei Navigli e offre a
chiunque l’opportunità di partecipare alle discipline che vi
si praticano quotidianamente, attraverso le quali è
possibile ristabilire un contatto profondo con quella unita’
originaria che vive in ciascuno di noi.
Per comprendere meglio i principi Zen, Life Gate ha incontrato
Myoen, che da 10 anni ha scelto di vivere stabilmente all’interno
del Monastero ed è attualmente Presidente della Associazione
Il Cerchio e Responsabile della Scuola Zen di Shiatsu del Monastero Il
Cerchio.
Come si concilia la vita del Monastero con i ritmi di una
città come Milano?
Il problema di conciliare le esigenze di vita “esterna” con quelle
“interne al Cerchio” non si pone, proprio per la gente “comune”
questo luogo rappresenta la possibilità di avvicinarsi in
totale libertà, nei modi e tempi appropriati per ciascuno,
all’elemento principe che costituisce il perno della pratica Zen:
la consapevolezza in ogni atto quotidiano, anche il più
semplice.
Ciò che consente di vivere tale consapevolezza è
recuperare l’unità originaria di corpo, mente e spirito nel
suo stato di naturalezza e di fluidità.
Ci sono delle tecniche che consentono il recupero della chiave
della consapevolezza nel qui e ora?
Si, per integrare e applicare in modo armonico le tre sfere (corpo;
mente; spirito) nel quotidiano occorre un addestramento. Noi
proponiamo alcuni laboratori a riguardo: la meditazione, che
costituisce uno stato individuale in cui corpo, mente e spirito
seguono un unico e sincronico ritmo; lo shiatsu che rappresenta un
percorso di consapevolezza sul piano psicofisico emozionale vissuto
in relazione con l’altro; la calligrafia, considerata un metodo di
ritorno alle proprie origini o radici, in cui il pennello,
l’inchiostro e il foglio non sono altro che mezzi.
Attraverso queste discipline l’individuo impara a vivere
attivamente e consapevolmente il tempo e lo spazio dello specifico
contesto in cui è calato. Un allenamento costante conduce
l’individuo a mantenere uno stato di presenza a se stesso in ogni
situazione quotidiana.
Che cosa accade quando si riesce a stare nell’istante?
Quando la nostra colonna, il nostro respiro, la nostra mente e il
nostro spirito assumono una consapevole e naturale posizione di
radicamento e di centratura nell’istante e rispetto allo spazio, si
realizza un evento terapeutico e i disturbi legati al rimpianto del
passato (un tempo che non è più) o all’ansia per il
futuro (un tempo che non è ancora) scompaiono.
Questo stato di sincronica presenza a se stessi può essere
vissuto anche negli atti quotidiani più semplici, come il
gustare il momento del risveglio o il caffè, ma anche nel
lavoro, nella relazione con il proprio partner; in tutte quelle
esternazioni che solitamente vengono compiute meccanicamente e con
uno spreco di energia eccessivo.
Qual’ è lo scopo di tutto questo?
Se lo Zen ha uno scopo, è quello di far sì che l’uomo
si risvegli alla sua vera natura, libera e incondizionata,
applicandola in modo consapevole in ogni situazione della vita.
Praticando lo Zen ci si rende protagonisti delle proprie azioni e
delle proprie scelte, si vive pienamente ogni evento anziché
delegarlo agli altri.
Daniela Milano
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.
Dal lago di Carezza al Seceda, i luoghi simbolo dell’Alto Adige saranno presidiati da 15 ranger che si occuperanno di controllo, sensibilizzazione, informazione.
Il Biellese è un territorio sorprendente, un’oasi verde vicina a Milano e Torino. Un itinerario ideale per chi pedala in città e non ha mai provato un viaggio in sella. Si parte in treno, da Santhià.
La provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma toscana, resiste all’avanzata dell’invadenza turistica grazie al suo ritmo lento e gentile, e alla sua storia. È il territorio del Morellino di Scansano, vino autoctono messaggero di tradizione e cultura.
Un “deserto” di dune bianche e lagune blu, il delta di un fiume che incontra l’oceano, un villaggio con strade di sabbia: è questo il momento migliore per scoprire il nord est del Brasile.
Il microclima oceanico, i terreni fertili, l’alternanza di pioggia e sole ne fanno il luogo ideale per la sua coltura. In Normandia, per scoprire da vicino la filiera del lino europeo, dalla coltivazione alla trasformazione della fibra.
La guida “Il mare più bello” di Legambiente e Touring Club premia con Cinque Vele le località marine e lacustri che puntano a una gestione e a un turismo sostenibile contro la crisi climatica
Sono 14 le nuove Bandiere Blu 2026 italiane, per un totale di 275 comuni balneari che lavorano per la sostenibilità ambientale, climatica e del turismo.
Con Turisanda1924 si parte alla scoperta delle riserve naturali della Tanzania e la notte si dorme nei campi tendati, per un’immersione totale e discreta nella savana.