Diritti animali

Vivisezione, i macachi dell’università di Verona saranno finalmente liberi

L’università di Verona rinuncia alla vivisezione in ambito scientifico, liberando il gruppo dei macachi che erano destinati alla sperimentazione.

A Verona la ricerca non si servirà più di animali per la vivisezione a scopo scientifico. Lo ha deciso l’università della città di Romeo e Giulietta e, in seguito al provvedimento, i macachi trattenuti nelle gabbie del polo universitario saranno di nuovo liberi e scamperanno all’orrore delle pratiche vivisettorie.

Si tratta di un altro importante passo avanti per il riconoscimento del diritto alla vita degli animali. E la chiusura definitiva della ricerca sperimentale sui primati non umani diventa motivo di grande soddisfazione per tutti coloro che da sempre si battono per l’abolizione della vivisezione. Associazioni animaliste in testa.

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I macachi di Verona saranno finalmente liberi © Pixabay

Un importante passo avanti nel campo dei diritti animali

Per la chiusura definitiva dello stabulario universitario e la salvezza dei primati ospitati c’è stata grande soddisfazione da parte delle varie organizzazioni animaliste, prima fra tutte la Lav (Lega anti vivisezione), che dal 1977 promuove importanti attività in difesa degli animali destinati a questo scopo, e che ha allestito e gestisce un rifugio nella Maremma toscana (Centro di Recupero  di Semproniano) per il loro recupero. La decisione dell’università di Verona diventa quindi un segnale importante, lanciato nella direzione giusta: quella del riconoscimento ai primati detenuti nello stabulato del diritto a una vita libera e dignitosa, e che permetta anche di cercare strade alternative non crudeli verso le quali indirizzare la ricerca scientifica.

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I conigli – come le scimmie, i cani, i gatti e i topi – sono usati nelle pratiche scientifiche che prevedono la vivisezione © Pixabay

Il centro in Maremma 

Il provvedimento di Verona si allinea alle scelte simili fatte negli anni passati da altre due università italiane – quella di Modena e quella di Padova – che hanno recentemente abrogato la sperimentazione animale e, in accordo con l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, hanno liberato una cinquantina di macachi accolti nel centro di recupero di Semproniano. Questa struttura attualmente ospita un centinaio di animali di diverse specie che sono sottoposti a progetti di riabilitazione fisica e comportamentale. Tutti sono curati da veterinari e da altro personale altamente specializzato.

Nel centro toscano ci sono ampie aree verdi attrezzate nelle quali gli animali possono stare all’aria aperta. E, piano piano, viene restituita loro la possibilità di muoversi liberamente, giocare, socializzare, stare insieme e formare gruppi.  Insomma, i piccoli ospiti possono finalmente assecondare in pieno le proprie caratteristiche etologiche. Il centro toscano di Semproniano vive e opera anche grazie alle generose donazioni di privati, ed è pure possibile sottoscrivere un’adozione a distanza per mantenere e curare i vari esemplari scampati all’orrore della vivisezione.‎

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