A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Tra gli squali sequestrati figurano anche alcune specie in via d’estinzione, come nel caso del pesce martello. Già condannati i marinai.
Una nave battente bandiera cinese è stata intercettata il 13 agosto nei pressi dell’isola di San Cristóbal, nell’arcipelago delle Galápagos. A bordo sono stati trovati più di 6.600 cadaveri di squali, tra i quali figurano anche esemplari di specie in via di estinzione, come nel caso del pesce martello.
Nella stiva della Fu Yuan Yu Leng 999 sono state recuperate ben 300 tonnellate di pesce. A riferirlo è la stampa internazionale, che spiega come a danno dei marinai che sono stati arrestati sull’imbarcazione sia stata già emanata una sentenza: per loro sono state inflitte condanne fino a quattro anni di reclusione dalla giustizia ecuadoriana. In particolare, al comandante della nave non è stata concessa alcuna attenuante: i magistrati hanno applicato la pena massima prevista per i crimini contro la flora e il traffico di specie protette. Assieme all’uomo, sono stati condannati anche altri tre ufficiali e sedici marinai, tutti di nazionalità cinese.
A tradire l’equipaggio è stata la scelta di attraversare senza permesso l’arcipelago ecuatoriano, nelle cui acque una nave del genere (lunga 98 metri) non può accedere. L’area, classificata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, è infatti protetta dalla riserva naturale marina più grande del mondo, estesa per ben 138mila chilometri quadrati.
La Justicia impuso prisión y multa de USD 5,9 millones a tripulación del Fu Yuan Yu Leng 999. Se decomisó el barco » https://t.co/rbT53TiQJG pic.twitter.com/GydvJw19fP
— El Comercio Ecuador (@elcomerciocom) 28 agosto 2017
Secondo le informazioni riferite dalle autorità locali, è probabile che il carico di quali sia giunto sulla nave cinese scaricato da due imbarcazioni taiwanesi. Il trasbordo sarebbe stato effettuato tra il 5 ed il 7 agosto, “a più di mille chilometri dalle isole Galápagos”. La Fu Yuan Yu Leng 999 avrebbe dovuto attraversare l’arcipelago per poi fare rotta verso il Perù, prima di rientrare in Cina.
#Galapagos : des Chinois sont détenus pour pêche illégale. Ils avaient notamment pris des requins marteaux protégés. https://t.co/krycrIf2F3 pic.twitter.com/AC3iHZeE2F— Rédac France Culture (@FC_actu) 25 agosto 2017
Proprio in questi giorni gli abitanti delle isole ecuatoriane hanno manifestato contro la presenza di circa 300 pescherecci cinesi nelle acque internazionali limitrofe. Negli ultimi tre anni per lo stesso tipo di crimini contestati ai marinai della nave cinese sono stati condannati gli equipaggi di altre 17 imbarcazioni, a conferma del fatto che la pesca illegale e il commercio di specie protette rappresentano ancora un business criminale particolarmente prolifico. E pericoloso per l’equilibrio degli ecosistemi.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A porsi la domanda è la Corte dei Conti: dal 2019 a oggi tutti i dati diffusi riguardano vendite e incentivi, ma non i risultati raggiunti per l’ambiente.
Il presidente de la Espriella vuole cancellare le entità di autogoverno delle comunità in Amazzonia e Chocò. Allarme per omicidi e sequestri.
MC0, progetto transfrontaliero Interreg France-Italia Alcotra, accompagna le Pmi della filiera dei Servizi alla montagna verso un processo di decarbonizzazione.
Il boom degli affitti brevi e l’impennata dei prezzi delle case rende difficile trovare una casa in Cornovaglia. Molti scelgono di trasferirsi in furgone.
Se le donne tendono a sentire più freddo degli uomini, è tutta colpa di un retaggio di sessant’anni fa.
Anche il mondo accademico discute della possibilità di riformare lo Statuto di Roma per inserire tra i crimini contro l’umanità quelli ambientali.
Siamo stati in Albania insieme a Cesvi per raccontare la storia e il futuro del fiume Vjosa, uno degli ultimi fiumi liberi d’Europa. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme di streaming.
Grazie al progetto MC0 di Interreg-Alcotra, lo strumento LISE accompagna la filiera aromi e profumi verso la decarbonizzazione.
Dopo Milano, il progetto realizzato con LifeGate nell’ambito della Water Defenders Alliance arriva nel porto toscano. Obiettivo: prevenire l’inquinamento delle acque attraverso una tecnologia in grado di assorbire oli e idrocarburi.
