Secondo uno studio di alcune università italiane, l’accessibilità economica di una dieta sana in Italia non è omogenea nel tempo e nello spazio. Il costo può superare anche i 200 euro mensili.
I
Semaforo verde per acciughe, ostriche, cefali,
cozze, gamberetti; merluzzetto, merluzzo del Pacifico, palamita,
pannocchia e pollack dell’Alaska, rombo chiodato, sgombro,
sugarello e totano.
Semaforo giallo per le specie che se consumate
con elevata frequenza possono essere a rischio di scomparsa, ovvero
gamberetti boreali, mazzancolle; melù o potassoli, merlani o
moli, ombrine boccadoro, orate, pangasio, persico a filetti,
salmoni, sardine, seppie, sogliole, spigole, triglie, vongole
filippine.
Semaforo rosso, e quindi da evitare del tutto,
anguille, bianchetti, capasanta, cernie, halibut della Groenlandia,
merluzzi bianchi, naselli, occhialone, platesse, pesci specchio,
pesce spada, rana pescatrice o coda di rospo, razze, squali, tonno
alalunga, tonno rosso, il cui consumo anche ridotto può
incidere sullo stato degli stock, già messi a dura
prova.
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