Agenda21: Milano è in ballo

Nel 2000 Milano ha firmato la Carta di Aarlborg per avviare il processo dell’Agenda21, un percorso ideato nel summit per l’ambiente del 1992 a Rio del Janeiro, che in diverse tappe porta a un miglioramento dell’ambiente cittadino.

Aver firmato la Carta di Aarlborg è un passo molto importante perché così Milano ha iniziato il cammino previsto dalla “Guida Europea dell’Agenda21” che porta passo dopo passo verso misure che rendono lo sviluppo della città più sostenibile e la qualità dell’ambiente migliore. Il percorso dell’Agenda21 termina con una certificazione e prevede tre tappe principali: analisi dettagliata dello stato ambientale eseguita da esperti, attivazione di un forum con le diverse realtà sociali della città per arrivare a un “Documento di Intenti”, definizione del Piano d’Azione locale con indicazioni sugli obiettivi, sugli interventi concreti e sui loro tempi di realizzazione. A che punto del processo di certificazione è Milano dopo quattro anni dalla firma? Ne abbiamo parlato con l’Assessorato all’Ecologia: un anno fa è stata terminata la prima tappa del percorso con una Relazione sullo Stato dell’Ambiente (pubblicata in una brochure disponibile presso l’Assessorato all’Ecologia). Sono appena arrivati i finanziamenti per partire con la seconda tappa, il Forum. Dalle indagini per la stesura della Relazione è già emerso che la maggior parte degli sforzi verrà indirizzata verso interventi che migliorano la qualità dell’aria e della mobilità. Alcune misure prese dal Comune vertono già in questa direzione, come gli incentivi per chi acquista un due-ruote elettrico o un’automobile a metano, i progetti per isole ambientali, il futuro acquisto di autobus a metano, la realizzazione del termovalorizzatore Silla 2 che può riscaldare 15.000 appartamenti e il nuovo Polo Fieristico, oltre a produrre energia elettrica per 80.000 famiglie. Nella terza fase, l’attuazione dell’Agenda 21 porterà a un coinvolgimento più strutturato tra misure prese da parte dell’amministrazione e impegni che coinvolgeranno cittadini e industria.

Rita ImwinkelriedImwinkelried

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