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L’agricoltura deve far fronte a diversi cambiamenti sociali. Una di queste è l’aumento della domanda di colture per gli usi più disparati. Durante Eima 2016 si è parlato di come rendere il settore più sostenibile.
L’agricoltura è settore ambivalente che, da un lato, ha contribuito a semplificare la vita degli esseri umani e sviluppare la civiltà come la conosciamo oggi, dall’altro, ancor più se finalizzata a scopi diversi dall’alimentazione umana, ha un grande impatto sull’ambiente. L’agricoltura basata sulle monocolture che vanno ad alimentare gli animali costretti negli allevamenti intensivi, ad esempio, ha un ruolo fondamentale sia nel consumo del suolo e nell’impoverimento della sua vitalità che in termini di aumento della CO2 emessa in atmosfera.
Acqua e suolo sono risorse finite. Tuteliamole per le generazioni future. Comincia così il panel #EIMA2016 su sostenibilità in agricoltura.
— LifeGate (@lifegate) 10 novembre 2016
Di tutte queste necessità, si è parlato durante l’evento Agricoltura e sostenibilità. Innovazione, gestione più responsabile delle risorse e nuovi comportamenti che si è tenuto il 10 novembre all’interno di una delle fiere più importanti di Bologna: Eima, l’Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. Quest’anno la fiera, che ha raggiunto numeri da record, ha avuto come vision il raggiungimento della sostenibilità, grazie al fatto che le novità tecniche e tecnologiche attirano sempre più l’interesse di coloro che vogliono migliorare il loro impatto sull’ambiente. Non a caso, molte innovazioni avevano il bollino blu, un rating usato da Eima per certificare il miglioramento in termini di sostenibilità.
All’interno dell’evento, organizzato da LifeGate e moderato dal giornalista Roberto Sposini, sono intervenuti Carlo Lambro di New Holland Agriculture, Paolo Pompei di Trelleborg, Bart Van der Voort, direttore marketing di DJI (azienda leader nella produzione di droni per l’agricoltura di precisione), Stefano Agnellini, direttore responsabile del magazine Trattori, il direttore agroindustriale di Bonduelle Antonio Salvatore e il direttore generale di LifeGate Stefano Corti.
Per dar seguito a queste esigenze, una delle tecniche più discusse è l’agricoltura conservativa, una tecnica molto diffusa che mira alla minima alterazione del suolo così da preservare la vitalità e la sostanza organica del terreno attraverso l’utilizzo di strumenti e macchinari in grado di operare di precisione. Come il trattore a guida autonoma che New Hollande Agriculture ha sviluppato per far fronte a tutto ciò: “Il concetto che c’è dietro al trattore a guida autonoma è molto semplice: si muove attraverso sensori e opera con precisione per un tempo potenzialmente illimitato”, ha affermato Lambro. “Questo non significa che il lavoratore scompare, ma che avrà un ruolo di controllo e di verifica. L’agricoltore si inserisce nella nuova visione di precision farming o agricoltura conservativa, di precisione”.
Un altro strumento utile al raggiungimento di questo obiettivo sono i droni: “Oggi gli agricoltori subiscono pressioni da più parti per aumentare la rendita del raccolto e far fronte alla domanda crescente di cibo”, ha dichiarato Van der Voort. “I droni possono aumentare l’efficienza in agricoltura raccogliendo informazioni. Queste vengono rielaborate per capire di che tipo di intervento ha bisogno il terreno” per controllare lo stato di salute di flora e fauna e prevenire l’eventuale erosione e cedimento del suolo.
Infine, Agnellini ha parlato di Mobility Revolution Tractor, un indice di sostenibilità che consente di valutare l’impatto di qualsiasi trattore agricolo, da quelli usati per la gestione del verde pubblico e privato ai giganti da oltre 500 cavalli che razzolano per le distese agricole. Un rating che va incontro all’aumentato interesse degli italiani verso la sostenibilità, come sottolineato da Corti che ha spiegato i dati più rilevanti emersi dal secondo Osservatorio nazionale sulla sostenibilità che mostra chiaramente che direzione ha deciso di prendere la società italiana.
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