Nasce l’Alleanza internazionale per ridurre i rifiuti di plastica

Trenta le aziende e multinazionali impegnate nella riduzione dei rifiuti di plastica che finiscono in mare. Investiti più di un miliardo di dollari.

È quella che viene definita come responsabilità estesa del produttore. Ovvero il ruolo che ricopre o che dovrebbe ricoprire l’azienda nei confronti dell’intero ciclo di vita di un prodotto, in particolare per il ritiro, il riciclo e lo smaltimento finale. E in questo caso la nascita dell’Alliance to end plastic waste (Aepw), che tradotto suona più o meno come l’Alleanza per la riduzione dei rifiuti in plastica, non può che essere una buona notizia. Prima di tutto perché è composta da una trentina di società che operano nel settore. In secondo luogo perché l’investimento iniziale è generoso: 1,5 miliardi di dollari.

solo 43 per cento della plastica viene riciclato in Italia, alleanza
La raccolta differenziata della plastica riguarda solo bottiglie, sacchetti, piatti e bicchieri, e non altri materiali polimerici che vanno smaltiti nell’indifferenziata come giocattoli, palloni, pennarelli e ciabatte © Pixabay

Che cos’è l’Alleanza per la riduzione dei rifiuti in plastica

La Aepw è “composta da aziende operanti in tutto il mondo, attive nella value chain dei beni di consumo e della plastica, volta a proporre soluzioni innovative per contrastare la dispersione dei rifiuti di plastica nell’ambiente, in particolare negli oceani”. L’obiettivo sarebbe quello di “sviluppare e realizzare iniziative mirate per ridurre al minimo e gestire i rifiuti di plastica, promuovendo soluzioni per la plastica usata e contribuendo così alla realizzazione di un’economia circolare. I membri dell’Alleanza sono società internazionali con sede in Nord e Sud America, in Europa, in Asia, nel Sud-est asiatico, in Africa e in Medio Oriente”.

Tra i nomi principali figurano grossi gruppi della chimica come Basf, Dow, Covestro, e svariate compagnie petrolifere, come Shell, Suez, ExxoMobil. “Come è risaputo, i rifiuti di plastica sono un elemento estraneo agli oceani e a qualsiasi altro ambiente naturale. Siamo di fronte a una sfida globale seria e complessa, da affrontare con la massima rapidità e con una leadership forte. La nuova Alleanza rappresenta il massimo sforzo realizzato sino a oggi per dire basta ai rifiuti di plastica dispersi nell’ambiente”, ha commentato David Taylor, presidente dell’Alleanza e amministratore delegato di Procter & Gamble. “Vorrei invitare qualsiasi società, grande o piccola che sia, attiva in tutte le regioni e in tutti i settori, a unirsi a noi”.

Cosa farà l’Alleanza  per la riduzione dei rifiuti in plastica

“Sosteniamo fermamente l’obiettivo di ridurre i rifiuti in plastica nell’ambiente”, ha affermato Martin Brudermüller, chief technology officer di Basf. “Abbiamo co-fondato l’Alliance to end plastic waste perché vogliamo trovare e promuovere soluzioni che possano contribuire efficacemente alla risoluzione del problema della plastica nel mondo. La plastica è un materiale efficiente che consente di risparmiare risorse, garantire salute e sicurezza e apportare benefici alla società. Questi aspetti, però, possono andare persi se la plastica e i suoi rifiuti sono gestiti male o smaltiti e riciclati in modo non responsabile”.

sacchetto plastica mare
I sacchetti di plastica sono una grande minaccia per la fauna marina © Ben Mierement, NOAA NOS

Secondo l’Alleanza, si tratterà di sviluppare le infrastrutture adatte per raccogliere e gestire i rifiuti e aumentarne il riciclo, lavorando e portando nuove tecnologie che rendano il riciclo e il recupero dei rifiuti più facile, generando valore per le plastiche post-consumo. Un lavoro che dovrà essere anche culturale, partendo dai Governi, dalle aziende e dalle comunità coinvolte. Oltre a procedere attivamente alla pulizia delle aree con un elevato quantitativo di rifiuti plastici. Ovviamente ci dovrà essere una reale volontà a dare vita ad un mercato di materie prime seconde, cosa che ridurrà – per lo meno all’inizio – i ricavi colossali delle aziende coinvolte. Che siano veramente disposte a farlo?

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