Alla Tenuta di Paganico, azienda biologica in Toscana, il pascolo di bovini e suini coesiste con una gestione sostenibile del bosco che preserva il territorio.
Un accordo tra i commercianti di soia ha fatto sì che in dieci anni siano stati risparmiati 18mila chilometri quadrati di terra dalla deforestazione in Amazzonia.
Secondo uno studio condotto da Robert Toovey Walker dell’Università della Florida e pubblicato recentemente sulla rivista Environment, se non si farà niente per invertire la rotta in tema di deforestazione e lotta ai cambiamenti climatici, l’Amazzonia sarà spazzata via entro il 2064 passando, senza via di ritorno, da una rigogliosa foresta pluviale a una savana aperta, dominata da erbe e arbusti.
Se questa notizia ci conduce a scenari futuri drammatici, un’altra ci fa sperare che il destino dell’Amazzonia potrà essere diverso. Uno studio, condotto dai ricercatori dell’Università della California di Santa Barbara e dell’Università del Wisconsin Madison e pubblicato su Nature Food, ha calcolato che una moratoria firmata da alcuni commercianti di soia ha avuto il merito di rallentare la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana negli ultimi dieci anni.
Dopo il lancio, nel 2006, di una campagna di Greenpeace che faceva appello per fermare la distruzione dell’Amazzonia brasiliana causata dalla continua espansione delle colture di soia, un gruppo di rivenditori del legume aveva sottoscritto l’Amazon Soy Moratorium, un impegno formale a non acquistare soia che provenisse da aree di nuova coltivazione. Secondo i calcoli degli studiosi, l’accordo ha avuto l’effetto di evitare, tra il 2006 e il 2016, la distruzione di oltre 18 mila kmq di foresta, il 35 per cento in meno rispetto a quella che ci sarebbe stata se non ci fosse stato il documento. Il successo dell’iniziativa, come commentato nello studio, si deve a diversi fattori tra cui un’adesione alla moratoria del 90 per cento dei rivenditori e la collaborazione tra settore privato, governo brasiliano e ong.
Tornando allo studio del professor Walker, l’esperto afferma a riguardo come, a cavallo del millennio, diverse politiche ambientali in Brasile abbiano ridotto la deforestazione dell’Amazzonia che ha raggiunto il punto minimo nel 2012, ma che quelle stesse politiche “hanno cominciato a disfarsi quasi nello stesso momento in cui si sono dimostrate efficaci”. Non sembra il caso della moratoria sulla soia che nel 2016 è stata rinnovata a tempo indefinito o comunque fino a quando non sarà più necessaria. Una dimostrazione di come l’impegno nei confronti dell’ambiente sappia creare circoli virtuosi di gestione del territorio, anche quando di mezzo ci sono forti interessi commerciali.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Alla Tenuta di Paganico, azienda biologica in Toscana, il pascolo di bovini e suini coesiste con una gestione sostenibile del bosco che preserva il territorio.
Terra Madre 2026 raccoglie l’eredità di Carlo Petrini, festeggia i 40 anni di Slow Food e celebra la biodiversità in tutte le sue declinazioni: appuntamento a Torino, dal 24 al 27 settembre
La stima è di una revisione di Pesticide Action Network che contro l’avvelenamento da pesticidi chiede lo stop alle sostanze tossiche e alternative più sicure.
Alcuni agricoltori del Kansas, supportati dal Land Institute, stanno sperimentando la coltivazione del Kernza, cereale perenne che resiste meglio agli eventi estremi e sequestra più carbonio.
È un progetto di ricercatori di Città del Capo che ripulisce le acque di un fiume con pietre, legno e sassi e consente di irrigare gli orti di una comunità in espansione.
Alcuni scienziati italiani sostengono che un microbiota alterato anticipa il manifestarsi di malattie croniche. Sottolineando il potenziale di prevenzione, chiedono nuove norme per i cibi ultra-processati.
Si chiama “climateflation” l’inflazione dovuta agli eventi climatici estremi: numerosi beni alimentari vedranno i prezzi salire fortemente.
Secondo un rapporto di Greenpeace, c’è il rischio che il cibo riscaldato in contenitori di plastica venga contaminato da microplastiche.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
