Diritti animali

Madrid, Animal Equality in piazza per il clima e i diritti animali

In occasione della Cop 25, la manifestazione di Animal Equality ha ricordato il legame tra crisi climatica e allevamenti.

È in corso a Madrid la Cop 25, la venticinquesima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite. È stato ormai ampiamente dimostrato lo spropositato impatto ambientale degli allevamenti, settore altamente inquinante che genera più gas serra dell’intero settore dei trasporti. Nella capitale spagnola diritti animali e giustizia climatica si sono fusi nella manifestazione organizzata da Animal Equality, ricordandoci ancora una volta che il benessere degli animali è strettamente correlato a quello del pianeta e, quindi, al nostro.

Carla, 12 anni, attivista di Animal Equality
“Nella mia famiglia mi hanno insegnato a non fare agli altri ciò che non vorrei che facessero a me – ha affermato Carla, giovane attivista di Animal Equality durante la manifestazione di Madrid -. Questo insegnamento mi guida nella scelta di raccontare a tutti gli abusi che avvengono sugli animali” © Antonio García/Igualdad Animal | Animal Equality/Flickr

Per il pianeta e gli animali

Oltre cinquecento attivisti si sono radunati presso la Puerta del Sol, a Madrid, guidati dal motto “salva il pianeta – salva gli animali – salva il futuro”. L’obiettivo della manifestazione, svoltasi in concomitanza con la conferenza sul clima e a ridosso della Giornata mondiale per i diritti degli animali, era quello di denunciare l’impatto che gli allevamenti intensivi hanno sull’ambiente, sulla nostra salute e sugli animali che vi sono reclusi, ridotti a macchine di carne prive dei più elementari diritti.

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Il peso delle nostre scelte

“Questo sistema non tiene conto della salute delle persone, né del futuro dei giovani, né del benessere di miliardi di animali – ha dichiarato Carla, 12 anni, incaricata di leggere il manifesto di fronte ai partecipanti -. Non è un caso che Greta Thunberg, come me e milioni di persone in tutto il mondo, sia vegana, perché una delle azioni più potenti che possiamo fare per migliorare il mondo è scegliere consapevolmente ciò che mangiamo”.

Attivista con la foto di un maile rinchiuso in un allevamento intensivo
Ogni anno miliardi di animali vengono uccisi e maltrattati in Europa, con gravi conseguenze, tra le altre cose, su aria, suolo e falde acquifere © Antonio García/Igualdad Animal | Animal Equality/Flickr

La rivolta è giovane

Il filo rosso che sembra unire le manifestazioni degli ultimi mesi e alimentare il vento del cambiamento è la giovane età dei manifestanti, sempre più consapevoli del mondo fatiscente che gli è toccato in sorte. Il solitario sciopero di Greta Thunberg davanti al parlamento svedese circa un anno fa è stato il proverbiale battito d’ali di farfalla, in grado di creare effetti a catena in tutto il pianeta.

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“Non mi scoraggio, perché faccio parte di una nuova generazione che sta cambiando la realtà – ha affermato la giovane attivista di Animal Equality – che non rimarrà pigramente a guardare mentre il nostro il pianeta e le vite dei suoi abitanti vengono distrutte”.

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Quanto inquinano gli allevamenti

A Madrid scienziati, tecnici, delegati di oltre 200 governi e rappresentanti di ong sono impegnati a trovare gli accordi necessari per contrastare i cambiamenti climatici. Tali sforzi resteranno però vani se non si affronta con decisione il problema degli allevamenti intensivi (e, a giudicare dai sussidi comunitari di cui ancora godono gli allevatori, non sembra esservi l’intenzione).

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“Dietro al 14 per cento delle emissioni ci sono gli allevamenti intensivi, che consumano un terzo di tutta l’acqua potabile nel mondo e sono la causa della deforestazione in Amazzonia e dell’inquinamento delle falde acquifere”, ha spiegato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality in Italia.

Animal Equality in Amazzonia

Non solo a Madrid, centinaia di attivisti di Animal Equality si sono riuniti anche a San Paolo, in Brasile. I manifestanti hanno ricordato i milioni di animali sfruttati dall’industria alimentare in Brasile e l’effetto che questo settore sta avendo sull’Amazzonia, le cui antiche foreste primarie vengono rase al suolo per creare pascoli e coltivare cereali e soia per nutrire il bestiame.

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