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Decine di blindati americani sono entrati in Polonia nell’ambito della missione Nato Atlantic Resolve. L’operazione riporta ai tempi della guerra fredda.
I primi 24 blindati Humvee e una decina di camion dell’esercito americano hanno varcato giovedì scorso la frontiera tra Germania e Polonia, con l’obiettivo di stabilirsi in quest’ultima. Il convoglio rappresenta il primo trasferimento di soldati e mezzi pesanti verso l’Europa orientale effettuato nel quadro dell’operazione Nato denominata “Atlantic Resolve”.
Un’iniziativa, quella dei paesi che compongono il patto atlantico, che sembra riportare il Vecchio Continente ai tempi della guerra fredda. Nei prossimi mesi, infatti, la presenza militare in Polonia arriverà a contare più di tremila soldati, assieme a 87 carri Abrams e oltre 550 veicoli blindati. Il tutto con l’obiettivo di di stabilire comandi Nato in numerose nazioni dell’Europa dell’est: dai paesi baltici a Ungheria, Romania e Bulgaria.
I soldati statunitensi sono stati accolti nella città polacca di Zagan, dove sarà situato il quartier generale, con un benvenuto ufficiale da parte del primo ministro Beata Szydlo, secondo la quale si tratta di “un nuovo passo” nell’ambito delle politiche finalizzate a “garantire la sicurezza per la Polonia e per l’intera regione”.
L’operazione “Atlantic Resolve” è stata chiesta dal presidente americano Barack Obama dopo la crisi della Crimea e la decisione della Russia di intervenire in Ucraina. Alla fine dello scorso mese di ottobre, poi, Varsavia aveva denunciato il dispiegamento di due navi da guerra della marina russa nel mar Baltico: imbarcazioni dotate di missili da crociera a lungo raggio, capaci di trasportare testate nucleari. Una notizia arrivata a poca distanza dalla decisione di Mosca di installare missili Iskander nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Polonia e Lituania.
Il dispiegamento di marines statunitensi in Polonia ha suscitato l’immediata reazione del Cremlino: “Consideriamo l’azione come una minaccia nei confronti dei nostri interessi e della nostra sicurezza”, ha spiegato il portavoce della presidenza Dimitri Peskov. Allo stesso modo, Alexei Mechkov, vice-ministro degli Affari esteri, ha etichettato la decisione della Nato come “odiosa” e “destabilizzante per la sicurezza europea”.
Occorrerà in ogni caso comprendere in che modo si orienterà la futura amministrazione di Donald Trump, ormai prossima all’insediamento. Il futuro presidente degli Stati Uniti ha infatti dichiarato che “la Nato è ormai obsoleta”. Il segretario generale dell’alleanza atlantica – il norvegese Jens Stoltenberg – ha gettato acqua sul fuoco, dicendosi “assolutamente fiducioso nel fatto che gli Usa vogliano conservare il loro forte impegno all’interno della Nato”. L’operazione “Atlantic Resolve” rappresenterà in questo senso un banco di prova per il miliardario americano.
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