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Il numero di megattere al largo delle coste australiane, in seguito al divieto di caccia, è in continuo aumento .
Biologi e conservazionisti spesso si arrovellano per elaborare sofisticati progetti per proteggere specie in pericolo. La soluzione è tanto elementare quanto, troppe volte, utopica, basta smettere di cacciare tali animali.
È il caso delle megattere (Megaptera novaeangliae), da quando la caccia a questi pacifici cetacei è stata vietata, le popolazioni di balene al largo delle coste australiane sono cresciute in maniera esponenziale, incrementandosi fino al 90 per cento e tornando vicine ai livelli precedenti alle massicce uccisioni compiute prima degli anni Sessanta.
La buona notizia è emersa dal lavoro di ricerca di una squadra internazionale di scienziati coordinata dalla Murdoch University di Perth, secondo i biologi il numero di megattere è aumentato, a partire dal 2012, al sorprendente tasso di circa il 10 per cento all’anno al largo della costa est del continente e del 9 per cento lungo la costa ovest.
Il fenomeno non mostra segni di diminuzione ed è uno dei casi di aumento di cetacei più notevoli mai documentati. Negli ultimi 50-60 anni le popolazioni di questi giganti dei mari, lunghi fino a 15 metri per 40 tonnellate di peso, sono quasi tornate ai livelli precedenti alla caccia intensiva.
“Siamo felici di riportare per una volta una buona notizia circa le balene – ha dichiarato Lars Bejder della Cetacean Research Unit dell’ateneo di Perth e principale responsabile della ricerca. – Di solito le notizie sono tristi in materia di conservazione marina, sono demoralizzanti per i responsabili, gli ambientalisti e l’opinione pubblica. Questa è una delle rare occasioni in cui la conservazione funziona, è una conferma che non bisogna arrendersi”.
Le megattere sono aumentate a tal punto che la specie può essere rimossa dalla lista australiana delle specie minacciate. La crescita delle balene implica però maggiori possibilità di “interferenza” con l’uomo, cresce dunque il rischio di collisioni con le imbarcazioni e di essere ferite dalle reti da pesca.
Sarà dunque necessario imparare a convivere, però finalmente il canto delle megattere, una delle forme di comunicazione più complesse del regno animale, è tornato a risuonare nelle acque australiane.
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