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La battaglia di Racca, in Siria, entra nella fase finale. Raggiunto un accordo per l’evacuazione dei civili e la resa dei combattenti Isis non stranieri.
L’assalto finale per la liberazione degli ultimi quartieri della città siriana di Racca che risultano ancora in mano agli jihadisti dello Stato Islamico sta per essere lanciato. Le Forze democratiche siriane – alleanza di combattenti arabi e curdi che da tempo assedia il centro urbano – sono riuscite a portare a termine nel corso del fine settimana le operazioni di evacuazione di numerosi civili che fino ad ora erano stati utilizzati dall’Isis come scudi umani.
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“Siamo ormai giunti alla fase finale della battaglia”, ha dichiarato Jihan Cheikh Ahmed, secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, aggiungendo che “i combattimenti proseguiranno finché non saranno stati sconfitti tutti i terroristi che rifiutano di arrendersi”. Il numero di integralisti islamici presenti a Racca è tuttavia sempre meno importante: nella giornata di sabato è stato raggiunto un accordo con gli jihadisti siriani, sulla base del quale a chi depone le armi sono stati garantiti corridoi sicuri per uscire dai quartieri assediati. I miliziani sono potuti quindi salire a bordo di autobus e hanno lasciato l’area in direzione della provincia di Deir Ezzor, nella quale l’Isis controlla ancora alcuni territori.
Depuis le 1er février ; la bataille de Rakka en 59 cartes, ou la défaite annoncée de l’organisation État islamique https://t.co/znXSvscrNk pic.twitter.com/jHi6Bl7sSR
— Les Décodeurs (@decodeurs) 16 ottobre 2017
Secondo quanto affermato da Talal Sello, portavoce della coalizione, “ad aver rifiutato l’intesa, scegliendo di continuare a combattere, sono solamente 250-300 terroristi”. Circa 275 miliziani, invece, hanno abbandonato la città, assieme alle loro famiglie. L’accordo, tuttavia, non riguarda gli jihadisti stranieri: la preoccupazione manifestata soprattutto dai paesi occidentali è infatti che essi, di fronte alla sconfitta dell’Isis in Siria, possano trovare il modo di rientrare in patria, organizzando azioni terroristiche.
L’esclusione dei “foreign fighters” è stata confermata anche dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, che sostiene alcuni gruppi anti-jihadisti: i responsabili hanno annunciato sabato la partenza di un convoglio partito da Racca, sottolineando a loro volta come gli accordi non si applichino agli integralisti islamici provenienti dall’estero.
Le Forze democratiche siriane hanno fatto il loro ingresso nella città nello scorso mese di giugno. I combattimenti sono proseguiti per tutta l’estate ed oggi quasi la totalità dei quartieri è stata liberata.
Perdendo Racca, suo ultimo baluardo in Siria, l’Isis continua la propria ritirata, dopo aver perso numerosi territori. Hasni Abidi, direttore del Centro di studi e ricerca sul mondo arabo e mediterraneo, ha osservato ai microfoni dell’emittente francese France Info che “probabilmente a questo punto lo Stato Islamico evolverà gradualmente verso un movimento diverso, non più fondato sull’esistenza di importanti bastioni”.
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