A Bologna il primo forum nazionale sull’economia circolare

Il convegno, chiamato “Ambiente, economia, territorio. Fare rete al tempo dell’economia circolare”, si terrà a Bologna il 7 giugno.

“L’economia circolare in Italia non è solo possibile, ma è già realtà ed è un esempio per l’Europa”. Questa l’ottimista dichiarazione di intenti su cui si fonda il primo forum nazionale sull’economia circolare in programma a Bologna il 7 giugno. Il convegno, che si svolgerà a Palazzo Malvezzi de’ Medici  dalle 8.30 alle 17.30, è uno degli eventi collaterali del G7 Ambiente che si terrà a Bologna l’11 e il 12 giugno.

Ragazza sdraiata sull'erba
Il primo forum nazionale sull’economia circolare rappresenta un’occasione per l’Italia di presentare, in vista del G7, le case history di successo e le buone pratiche da esportare con orgoglio © Ingimage

Materiali, rete, green jobs, comunicazione

Quattro sono le parole chiave lungo le quali si snoderà l’intera manifestazione: materiali, rete, green jobs e comunicazione, “ovvero potenzialità ambientali, sociali ed economiche dell’economia circolare applicata al ciclo dei materiali, lavori del futuro, opportunità delle economie di rete e distributive e ruolo della comunicazione”.

I protagonisti

Tra gli ospiti del convegno, promosso dalla Città metropolitana di Bologna e da Edizioni ambiente, in collaborazione con la regione Emilia Romagna e il comune di Bologna, ci sono il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, Luca Mercalli, metereologo, climatologo, divulgatore scientifico e conduttore televisivo, Emanuele Bompan, giornalista e autore, Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero e Kate Raworth economista inglese dell’università di Oxford, inserita dal Guardian nella lista dei dieci economisti più influenti al mondo.

La teoria della ciambella

Proprio Kate Raworth, autrice del libro L’economia della ciambella, aprirà il forum illustrando la propria teoria economica. Secondo l’economista inglese, che ritiene necessario aggiornare l’economia alle realtà sociali ed ambientali del Ventunesimo secolo, ci sono sette passaggi chiave per liberarci dalla nostra dipendenza dalla crescita, riprogettare il denaro, la finanza e il mondo degli affari e per metterli al servizio delle persone. Al termine di questo percorso si può arrivare a un’economia circolare capace di rigenerare i sistemi naturali e di redistribuire le risorse. “Mentre l’economia convenzionale tratta il degrado ambientale come una esternalità che ricade in gran parte fuori dell’economia monetizzata, gli scienziati hanno letteralmente sovvertito tale approccio proponendo un insieme di limiti quantificati dell’uso di risorse entro cui l’economia globale dovrebbe operare, se si vuole evitare di toccare i punti di non ritorno del sistema Terra”, ha scritto Kate Raworth.

Pneumatici fuori uso
Un esempio virtuoso di economia circolare è quello del Consorzio Ecopneus, che punta al reimpiego di pneumatici fuori uso (Pfu) nelle pavimentazioni stradali insieme a materiale di riciclo, rendendo oltretutto le strade più silenziose © Ingimage

Il valore dei rifiuti

Durante il forum si discuterà anche dell’importanza economica dei rifiuti, nella sessione Da rifiuto a materia, da prodotto a servizio, moderata dalla giornalista Silvia Zamboni e arricchita dalle testimonianze di Giancarlo Morandi di Cobat, Giovanni Corbetta di Ecopneus, Alessandro Massalin di Officina dell’ambiente e Tommaso Campanile di Conoe. Il dibattito sarà incentrato sui rifiuti, come imballaggi usati, residui agricoli e industriali e biorifiuti domestici, dai quali saremo in grado di trarre gran parte delle materie che servono all’economia e che oggi estraiamo ancora dalla terra.

Lavori verdi

I cosiddetti green job sono in grande crescita, anche in Italia, e la green economy può trainare il Paese fuori dalla crisi. Di questo si parlerà durante il panel La nuova occupazione: ruoli e professioni, moderato dal giornalista Marco Gisotti, con i contributi di Fabio Fava dell’università di Bologna, Franco Fassio dell’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, Stefano Mazzetti di SprecoZero.Net, Giuseppe D’Ercole di Cisl Ambiente e Serena Rugiero di Cgil Ambiente.

Sviluppo intelligente

La discussione Sviluppo “smart”: da economia verticale a economia di rete, prevista per le 15, si propone di unire il concetto di “circolare” e il concetto di “rete”. “Il business di successo si basa su un diverso rapporto tra economia e territorio, su reti di impresa, reti di distribuzione, reti di generazione di energia, reti di marketing e di comunicazione”, si legge nel programma dell’evento. La discussione sarà moderata dal giornalista Emanuele Bompan, e prevede gli interventi di Catia Bastiolidi di Novamont, Andrea Segrè di Last Minute Market – Fico, Alessandro Russo di Cap Holding, Lucio Cavazzoni di Alce Nero e Giuseppina Gualtieri di Tper.

Ingegneria ambientale
In Europa ci sono circa 4,2 milioni di posti di lavoro “verdi”. L’occupazione verde ha un fatturato totale di circa 700 miliardi di euro © Ingimage

Comunicare l’innovazione

Chiude la giornata il dibattito intitolato Comunicare l’innovazione, fare integrazione, moderato dal giornalista Pierluigi Masini, durante il quale interverranno Paola Gazzolo, assessore all’Ambiente della regione Emilia Romagna, Enrico Fontana, direttore di La nuova ecologia, Patrizia Cecchi, direttore Fiere Italia Ieg Expo e Marco Palmieri, amministratore delegato di Piquadro. Il dibattito sarà incentrato sulla necessità di sviluppare una comunicazione efficace al servizio dell’economia circolare e per comunicare le innovazioni.

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