Tutte le buone leggi che ci aspettiamo dal 2019

Agricoltura sostenibile, mine anti-uomo, acqua pubblica e fine vita: sono solo alcuni dei contenuti delle leggi che il Parlamento potrebbe approvare nei prossimi mesi.

Il 2018 non è stato un anno molto fertile in quanto a nuove leggi varate dal Parlamento italiano, complice il passaggio tra la vecchia e la nuova legislatura: lo scioglimento delle Camere avvenuto a marzo ha interrotto l’iter di alcuni importanti provvedimenti attesi da tempo e per i quali si dovrà aspettare ancora, come quello sul contenimento del consumo di suolo, mentre i lunghi mesi intercorsi tra le elezioni e la formazione del nuovo governo hanno tenuto in standby l’attività del Parlamento.

Nel 2019 ci si attende dunque un’accelerazione dei lavori, in primis sui provvedimenti di welfare come il reddito di cittadinanza e la cosiddetta quota 100contenuti nella legge di bilancio di fine anno, entreranno in vigore solamente a partire da aprile con appositi decreti. Ma ci sarà molto altro.

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Salvare il non profit

Il governo dovrà poi intervenire nei primi mesi dell’anno per ripristinare la tassazione agevolata dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società: finora le associazioni del non profit che operano in molti settori (tra cui assistenza sociale, sanità, beneficenza, istruzione, formazione) godevano di una tassazione al 12 per cento, la metà di quella delle associazioni a scopo di lucro, ma proprio nella manovra il governo aveva deciso l’equiparazione al 24 per cento. “Assurdo che debba essere proprio il terzo settore a pagare l’accordo con l’Europa”, aveva protestato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum. “Un prezzo alto: da una prima stima, solo per il primo anno, il volontariato italiano andrebbe a versare 118 milioni di euro”. Il governo ha riconosciuto l’errore e promesso che nel 2019 interverrà.

Una legge sul fine vita

Entro il 24 settembre invece l’Italia dovrà finalmente dire una parola chiara e definitiva sul tema del fine vita e dell’eutanasia: la deadline l’ha imposta direttamente la Corte costituzionale, che il 24 ottobre scorso aveva deciso di rimandare la propria sentenza sulla vicenda di Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, accusato di aver aiutato a morire in Svizzera Dj Fabo, chiedendo nel frattempo al Parlamento di varare una legge in materia. Negli ultimi 5 anni l’Italia ne aveva approvata una sul testamento biologico, ma non bastava.

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Il Mediterraneo

Un altro rinvio al 2019 è stato quello della ratifica da parte dell’Italia del Global compact sulle migrazioni: il 19 dicembre la Camera dei deputati ha chiesto al governo di rimandare, al fine di valutare in maniera approfondita la sua effettiva portata, l’adesione al patto non vincolante delle Nazioni Unite che mira a fissare dei principi a livello globale per affrontare il fenomeno delle migrazioni. La speranza è che tale riflessione avvenga già entro l’anno e che non si debba aspettare lo stesso tempo che ci è voluto per  la ratifica dell’accordo Ramoge tra Italia, Francia e Principato di Monaco per la creazione di un organismo di vigilanza sul rispetto dell’ambiente marino e costiero e sulla salvaguardia della biodiversità che favorisca l’educazione, la sensibilizzazione e la partecipazione del pubblico: firmato nel lontano 1976, modificato nel 2003, dovrebbe finalmente vedere la luce a breve.

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Un barcone in difficoltà avvistato dalla nave Prudence di Medici senza frontiere © Msf

Acqua pubblica

Il 2019 dovrebbe essere anche l’anno di una legge sull’acqua pubblica, attesa da quando con il referendum del 2011 gli italiani stabilirono il divieto di privatizzazione della gestione degli acquedotti. Dopo che la Camera ne ha votato la discussione d’urgenza, presto inizierà il dibattito sulla proposta di legge che mira a ridefinire il sistema di pianificazione e gestione dell’acqua, organizzandolo sulla base degli ambiti di bacino idrografico in modo da evitare sprechi e andando verso una gestione pubblica e partecipata del servizio idrico integrato.

Agricoltura bio e a km zero

Due provvedimenti che potrebbero vedere la luce nel 2019 riguardano l’agricoltura sostenibile. Il primo si occupa della tutela, dello sviluppo e della competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico e definisce la produzione biologica “attività di interesse nazionale”; equipara il biodinamico al biologico e mette in campo una serie di iniziative per favorirne lo sviluppo (incentivi, sostegno alla ricerca tecnologica, formazione professionale, attività di sensibilizzazione e sgravi fiscali).

Il secondo invece punta alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti agroalimentari che provengono dalla filiera corta (con non più di un intermediario tra produttore e acquirente) o dal chilometro zero o utile, ovvero non oltre i 70 chilometri di distanza rispetto al luogo delle vendita: a questi prodotti, che saranno riconoscibili tramite un apposito logo, dovrà essere garantito uno spazio minimo all’interno dei mercati pubblici.

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L’agricoltura italiana nel suo complesso vede crescere in modo molto preoccupante il proprio peso sull’ambiente e sulla salute, attraverso un uso indiscriminato di prodotti chimici.

Stop alle mine anti-uomo

Un’altra proposta di legge molto importante, ripresentata all’inizio di questa legislatura dopo che in quella precedente era mancato il tempo sufficiente per l’approvazione, è quella che mira al divieto totale di finanziamento di società implicate nella produzione, riparazione o trasporto di mine anti-uomo e cluster bomb, oltre che al divieto di svolgere ricerca tecnologica in tale campo.

Un’eventuale approvazione di questo decreto sarebbe quantomeno in controtendenza, visto che molto probabilmente il Parlamento quest’anno affronterà anche il ddl sulla legittima difesa che prevede la possibilità di detenere un’arma in casa da utilizzare contro eventuali malviventi. Più in generale comunque nel 2019 è prevista una riforma del settore della giustizia, che punta a rendere più veloci i processi: dal 1 gennaio 2020 poi scatterà l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado.

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