A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il caldo record di aprile in Spagna, Portogallo, Marocco e Algeria è frutto della crisi climatica. E gli eventi estremi diventano più frequenti.
Qualcuno potrebbe ironizzare nel sentirne parlare adesso, in quanto sta piovendo da inizio mese ovunque, sia al nord che nel sud Italia (come violenti alluvioni in Emilia-Romagna). Ma secondo il World wheater attribution (Wwa), una iniziativa di collaborazione tra scienziati del clima provenienti da diverse parti del mondo, l’aprile appena trascorso nel Mediterraneo, il quarto più caldo da quando vengono registrate le temperature medie globali, sarebbero state quasi impossibili senza i cambiamenti climatici.
In altre parole significa che senza il riscaldamento globale in corso causato e accelerato dagli esseri umani, avremmo assistito quasi sicuramente a un aprile più mite. Sembra banale sottolinearlo ma in campo scientifico le certezze assiomatiche sono rare e questa appena diffusa è una di queste.
Il riscaldamento globale ha reso almeno 100 volte più probabile l’ondata di caldo che ha investito Spagna, Portogallo, Marocco e Algeria di recente, con temperature fino a 3,5 gradi più calde di quanto sarebbero state senza il riscaldamento globale. Prima della crisi climatica in corso, un evento così estremo sarebbe stato previsto solo una volta in 40.000 anni, rendendolo statisticamente impossibile su scale temporali umane.
Il fatto è che un’ondata di caldo come quella appena passata ha seminato più danni per le persone di quanto avesse potuto fare in estate, semplicemente perché non si era preparati. Gli agricoltori, per esempio, provenivano già da una prolungata siccità e l’ondata di caldo ha colpito in un momento importante della stagione dei raccolti, in particolare per il grano.
I dati sulla mortalità dell’ondata di caldo di aprile non sono ancora disponibili, ma quelli del 2022 parlano di quasi 4.000 morti in Spagna e più di 1.000 morti in Portogallo.
Le temperature estreme nella regione stanno aumentando più velocemente di quanto previsto dai modelli climatici: è un un problema che preoccupa gli scienziati e sono in corso intense ricerche per capirne le ragioni.
Era già noto che il riscaldamento globale causato dall’uomo aumentasse la gravità e la frequenza delle ondate di calore. Ma il numero di eventi estremi che sarebbero stati sostanzialmente impossibili senza la crisi climatica sta aumentando, distruggendo vite e mezzi di sussistenza in tutto il pianeta.
Ad aprile, gli scienziati hanno dimostrato che la devastante siccità nel Corno d’Africa non si sarebbe verificata senza il riscaldamento globale. Un’analisi del Guardian nel 2022 ha rilevato che almeno una dozzina di eventi gravi, dalle ondate di caldo mortali ai mari in tempesta, sarebbero stati quasi impossibili senza il riscaldamento globale causato dall’uomo.
Lo studio evidenzia come il Mediterraneo sia una delle regioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici in Europa e che per questo le ondate di caldo sicuramente non scompariranno, ma si verificheranno sempre più frequentemente fino a quando non smetteremo di emettere gas serra.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.
