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Un rapporto dell’agenzia americana Noaa lancia un nuovo allarme: “Registriamo caldo record, ghiacci in ritirata e coltre nevosa sempre più sottile”.
La temperatura dell’aria nella regione artica non smette di crescere, ed ha raggiunto un nuovo record nel corso del 2015. A confermarlo è un’analisi dell’Arctic Report Card, divisione dell’agenzia americana Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), secondo la quale “all’interno del circolo polare non erano mai stati raggiunti livelli così elevati da quando le temperature vengono registrate con regolarità, ovvero da 115 anni”.
In particolare, i rilevamenti effettuati tra il mese di ottobre del 2014 e quello di settembre del 2015 indicano che, rispetto all’inizio del ventesimo secolo, la temperatura media nel circolo polare artico è aumentata di 3 gradi centigradi.
Alla Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite di Parigi, Cop 21, si è dibattuto per due settimane proprio sul limite che occorre imporre alla crescita della temperatura media globale sulla superficie terrestre. Alla fine si è deciso di restare “il più possibile lontani dai 2 gradi centigradi”, tentando di “avvicinarsi agli 1,5 gradi”. Perché, si è ripetuto nella capitale francese, “andare al di là, vorrebbe dire condannare il pianeta alla catastrofe”: affermazioni e numeri che rendono ancor più preoccupante la situazione artica, visto che, lassù, le soglie individuate dai governi sono già state ampiamente superate.
L’agenzia Noaa aggiunge che, nel corso dell’ultimo inverno, la calotta glaciale ha raggiunto il suo momento di massima espansione il 25 febbraio, ossia due settimane prima rispetto al normale. Toccando “la superficie meno estesa dall’inizio della mappatura”, ovvero dal 1979.
L’Arctique se réchauffe #AFP pic.twitter.com/aLUAkzlxKY
— Agence France-Presse (@afpfr) 16 Dicembre 2015
Ma non è tutto: anche la coltre di neve registra un calo impressionante, pari al 18 per cento ogni decennio (dagli anni Ottanta ai giorni nostri). “La regione artica – ha spiegato in un comunicato Richard Spinrad, direttore scientifico dell’agenzia statunitense – si riscalda ad una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. Il che rappresenta una minaccia non solo per il clima ma anche per la sicurezza e per l’economia mondiali”. Inoltre, la vita dei mammiferi e dei pesci presenti all’interno del circolo polare è sempre più difficile: “La diminuzione dei ghiacci – sottolineano gli autori del rapporto – sta cambiando radicalmente l’habitat dei trichechi, che utilizzano la calotta per accoppiarsi, trovare cibo e proteggersi da tempeste e predatori”.
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