Oceani puliti, l’Onu ospita la prima conferenza organizzata dai bambini

Il primo Children’s clean ocean summit, la conferenza sugli oceani puliti dedicata ai giovani, si terrà presso la sede delle Nazioni Unite di Vienna, per dare voce ai più piccoli e stilare una dichiarazione sulle priorità per salvare gli oceani dalla plastica.

I bambini sono il patrimonio più grande dell’umanità, eppure la loro voce è quella che l’umanità ascolta di meno. Una voce che, ogni qualvolta riesce a trovare spazio, dimostra invece tutta la sua forza. È il caso dell’iniziativa Children’s clean ocean summit, organizzata da Kids Save Ocean insieme alle Nazioni Unite, che affida proprio ai più piccoli il compito di innalzare il livello di attenzione pubblica e dei governi sul grande problema dell’inquinamento degli oceani.

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The last whale – L’ultima balena in plastica, realizzata dai ragazzi di Kids Save Ocean © Kids Save Ocean

Kids Save Ocean: il prof, gli studenti e la balena

Tutto ha avuto inizio con una grande balena di plastica, lunga 5 metri. Un’opera creata dal professor Peder Hill e dai giovanissimi studenti del suo corso d’arte, della scuola media bilingue Draschestrasse di Vienna. Profondamente colpiti dal tema dell’inquinamento marino, che il loro insegnante  – venuto dalla California – aveva voluto approfondire con loro, i ragazzi hanno subito aderito con entusiasmo all’idea di realizzare qualcosa di bello e simbolico, proprio con quei rifiuti plastici che infestano le acque oceaniche.

Come Mr Hill aveva loro spiegato, infatti, sono oltre 5 miliardi i pezzi di plastica che riempiono i nostri oceani sia sopra che sotto la superficie. A galleggiare sono 269.000 tonnellate, mentre a invadere le profondità ben quattro miliardi di microfibre di plastica per chilometro quadrato. Una piaga che colpisce la flora e la fauna marina e che purtroppo è in continuo peggioramento.

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Gli studenti realizzano la balena di plastica © Livia Voss for Kids Save Ocean

Face painting: un evento per dare un volto agli animali vittime dell’inquinamento oceanico

Un’altra iniziativa fortemente simbolica ha visto i ragazzi partecipare lo scorso febbraio a un evento di face painting, organizzato insieme alla Austrian make-up school di Vienna.  I loro volti sono diventati tavolozze sulle quali rappresentare col trucco la sofferenza di milioni di animali acquatici, coinvolti e danneggiati dalle tonnellate di plastica e rifiuti che inquinano gli oceani. Tartarughe, pesci, pinguini e anatre costretti a ingoiare oggetti che spesso appaiono loro come pezzi di cibo e a divincolarsi da reti e fili, che spesso li imprigionano.

A giugno il primo Children’s clean ocean summit

La drammaticità della questione ha subito colpito la sensibilità degli studenti di Mr Hill, che, dopo aver completato la loro balena di plastica, hanno sentito il desiderio di continuare a occuparsi del problema. Questa intuizione ha presto portato ad una grande idea: organizzare il primo  Children’s clean ocean summit (vertice sull’oceano pulito dei bambini) all’Onu, intitolandolo proprio The Last Whale, in onore della balena con cui tutto era iniziato. Le Nazioni Unite hanno accolto con favore l’iniziativa, collaborando con la scuola per dare voce ai bambini. L’appuntamento è stato così fissato per il 22 giugno 2018, presso il Vic (Vienna international centre), la sede austriaca delle Nazioni Unite , dove centinaia di ragazzi tra i 12 ei 16 anni, provenienti da tutto il mondo si incontreranno, per partecipare a diversi progetti, tutti mirati a un unico obiettivo: ispirare azioni globali specifiche per pulire l’oceano. Per dare ufficialità alla cosa sarà stilata anche una Dichiarazione sull’inquinamento oceanico dei bambini, ovvero una richiesta di intervento, con una lista di azioni prioritarie da intraprendere, che verrà spedita a tutti i governi del mondo.

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Il professor Peder Hill nella sede delle Nazioni Unite di Vienna, che ospiterà il primo Children’s Clean Ocean Summit © Kids Save Ocean

Fatechanger: salvare gli oceani con un’app

Tra gli strumenti già in preparazione c’è anche l’app mobile Fatechanger (per “cambiare il destino”), realizzata da ingegneri volontari di tutto il mondo, per istruire bambini e insegnanti sul tema dell’inquinamento oceanico e attraverso cui recapitare alle istituzioni richieste specifiche e segnalazioni. Una sorta di porta d’ingresso per quella che è la missione ultima di Kids Save Ocean: “diventare una piattaforma non profit dinamica, per dare ai bambini una voce potente, ora e per sempre”.

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Uno screenshot della app Fatechanger, studiata per spiegare l’inquinamento degli oceani e dare voce al cambiamento © Kids Save Ocean

C’è tempo, invece, fino al 15 maggio per iscriversi al Children’s clean ocean summit e aiutare i bambini a cogliere questa grande opportunità. Nella sede dell’evento a Vienna sarà istallata anche la grande balena di plastica realizzata dai ragazzi di Mr Hill, che in seguito troverà la sua dimora presso l’acquario più grande dell’Austria, la Haus des Meeres.

Piccole, grandi iniziative che si muovono tutte in un’unica direzione: educare e sensibilizzare i bambini, dando loro l’opportunità di avere una voce abbastanza forte da poter giungere, coi suoi messaggi, fino alle orecchie degli adulti e a scalfire l’indifferenza e l’inerzia dei grandi della Terra.

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