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Il Cile ha presentato La Ruta de los parques, un percorso incredibile che unisce 17 parchi nazionali con l’obiettivo di promuovere la conservazione della natura e lo sviluppo delle comunità locali.
Immergersi nella natura più incontaminata del Cile, percorrendo le sue distese selvagge arrivando alle imponenti cime andine, è ora possibile grazie a una nuova strada che unisce i parchi nazionali del sud del paese, la Ruta de los parques de la Patagonia. Un percorso panoramico che si snoda per 2.800 chilometri attraverso 17 parchi nazionali, rappresentando una via incredibile tra i paesaggi più scenografici della Patagonia cilena.
La combinazione di paesaggi e di biodiversità rende la strada dei parchi unica al mondo, e i suoi numeri ne sono testimoni: 11,5 milioni di ettari di terra, il 91 per cento dei quali protetti, con 24 ecosistemi che ospitano 46 specie di mammiferi marini e terrestri, 140 specie di uccelli e 7 tipi di foresta endemica. Unendo la città portuale di Puerto Montt, all’inzio del sud del Cile, e il punto più meridionale del Sudamerica, Capo Horn, la strada permette di ripercorrere tutte le bellezze incontaminate del paese, anche nei tratti dove il passaggio è sempre stato più difficoltoso a causa della morfologia frastagliata del territorio.
La strada dei parchi è nata dalla volontà di creare nel paese una rete unica di parchi nazionali, e quindi di unirli tra loro attraverso un percorso. L’idea è diventata realtà quando lo scorso anno la fondazione Tompkins Conservation, fondata dal padre di North Face Douglas Tompkins e sua moglie Kristine McDivitt, ha realizzato la più grande donazione di terre al paese per la creazione e l’ampliamento delle aree protette nella zona. A sua volta, il governo ha incluso nuove aree sotto la sua protezione, creando una delle aree protette più grandi al mondo. Così, ha preso vita la strada che unisce i parchi nazionali di Alerce Andino, Hornopirén, Pumalín, Corcovado, Melimoyu, Queulat, Isla Magdalena, Laguna San Rafael, Cerro Castillo, Patagonia, Bernardo O’Higgins, Kawésqar, Torres del Paine, Pali-Aike, Alberto de Agostini, Yendegaia, Cabo de Hornos.
La creazione di quest’area, quindi, rappresenta uno sforzo di conservazione della Patagonia cilena che si pone anche l’obiettivo di equilibrare armoniosamente la protezione della natura con lo sviluppo delle comunità locali – nell’area ce ne sono più di 60 – grazie a una forma di turismo che rispetta l’ambiente e le persone.
“Vogliamo che il Cile sia riconosciuto a livello internazionale per il percorso più spettacolare del mondo, e che diventi un punto di riferimento per lo sviluppo economico basato sulla conservazione della natura”, ha spiegato Carolina Morgado, executive director della fondazione Tompkins in Cile. “La strada dei parchi è un patrimonio protetto per tutti i cileni, e i suoi 17 parchi sono una sfida e un’opportunità sia per le 60 comunità che ci vivono sia per chi li visiterà”.
Inoltre, collegando interamente tre regioni del Cile (la regione dei laghi, di Aysén e di Magellano), la strada dei parchi è anche un’azione di integrazione territoriale, che unisce tre vie, terrestri e marittime, già esistenti: la carretera Austral, i canali patagonici e la Ruta del fin del mundo.
Leggi anche: In Cile è nata una delle aree protette più grandi al mondo
In questo modo, coprendo un terzo di tutta la lunghezza del Cile, la strada dei parchi permetterà agli avventurieri di scoprire la diversità dei suoi tesori interni, come i laghi, le foreste e i vulcani, le sue coste con i suoi fiordi da cui avvistare i mammiferi marini, per giungere, più a sud, alle steppe incontaminate e alle cime ripide e aguzze dei massicci andini, fino ai luoghi più incredibili e inospitali della “fine del mondo“.
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