Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Una colazione fatta bene è completa, nutriente, equilibrata ed energetica. È la nostra occasione quotidiana per aprire la giornata nel segno della salute.
Come si fa effettivamente una colazione che funzioni, secondo le evidenze più attuali? Né il classico cappuccino e cornetto al bar, né lo yogurt magro da 125 grammi mangiato di fretta (per le differenze tra yogurt classico e greco leggi qui) sono la scelta ottimale, ma lo è piuttosto un pasto abbondante e completo. L’obiettivo è fornire energia, ma anche tutto ciò che serve per costruire salute e mantenere l’energia a lungo. Non solo carboidrati quindi, ma anche proteine, fibra, grassi buoni, antiossidanti e micronutrienti.
Vediamo cosa vuol dire nella pratica, ricordandoci che si tratta di indicazioni generali e che la nutrizione va personalizzata. Con l’obiettivo di dare degli strumenti semplici ma che possano essere utili a farci qualche domanda in più nella nostra quotidianità, rendiamola il più facile possibile e dividiamo il piatto in tre.
Come in ogni pasto, anche a colazione i carboidrati dovrebbero occupare circa un quarto del piatto. Qui potenzialmente potrebbero anche andare quei carboidrati che tipicamente vanno per la maggiore nelle colazioni italiane (i cereali, i biscotti, la pasta dolce o la brioche…), ma con una attenzione: le linee guida ci dicono che nella nostra quotidianità è meglio scegliere carboidrati con tanta fibra e pochi zuccheri semplici. Meglio quindi riservare il dolcetto o i cereali zuccherati all’occasione e scegliere dei carboidrati più semplici, non dolcificati e preferibilmente integrali per la nostra colazione di tutti i giorni. Cereali non dolcificati a base di avena o frumento integrale si trovano spesso anche al supermercato e sono una buona opzione facilmente accessibile. Attenzione: se non siete abituati a consumarli, inizialmente potrebbero sembrare non particolarmente gustosi, ma il palato si abitua e dopo i primi tentativi potreste anche iniziare ad apprezzarne gusto e consistenza. Anche del buon pane integrale è un’ottima soluzione facile da trovare, così come del riso o della polenta integrale, se vi piace l’idea di una colazione salata.
Aggiungere proteine al nostro pasto è importante non solo per raggiungere più facilmente il nostro target giornaliero, ma anche per mantenere meglio modulata la nostra glicemia e di conseguenza la nostra energia e il nostro senso di sazietà. Le fonti di proteine, nel nostro piatto vorrebbero occupare circa un quarto del piatto, indicativamente lo stesso spazio in cui abbiamo messo i carboidrati.
Buone fonti proteiche per la colazione:
● yogurt greco o colato, più proteico dello yogurt normale
● uova (in qualsiasi forma: strapazzate, sode, in camicia)
● semi oleosi: noci, mandorle, nocciole, semi di girasole, semi di zucca, anacardi (anche sotto forma di crema 100%)
Tenendo presente che qualsiasi fonte proteica useremmo in un altro pasto può essere usata anche a prima colazione: dal formaggio al tofu (a base di soia), passando per tutto ciò che ci può essere in mezzo, tutto è benvenuto se ci piace l’idea.
Visualizza questo post su Instagram
Fibra e antiossidanti sono elementi fondamentali per la nostra salute e se almeno in parte la fibra può arrivare anche dai cereali integrali o da fonti proteiche di origine vegetale, frutta e verdura fresca e “intera” (intesa come “non spremuta” o non sotto forma di prodotti elaborati “a base di”) fanno una parte importante nel raggiungimento del nostro fabbisogno. La maggior parte di questa sezione del piatto vorrebbe essere a base di verdura, per non apportare eccesso zuccherino alla nostra nutrizione ma ricordiamoci che anche la gradualità è importante e che a volte “piuttosto che niente è meglio piuttosto”: se l’idea di mangiare dell’insalata o della verdura a colazione non fa ancora parte del vostro spettro delle possibilità, anche solo aggiungere un po’ di frutta alla colazione con carboidrati e proteine può essere un ottimo obiettivo.
Anche l’idratazione è una parte in genere importante per iniziare la giornata. Che sia tè, caffè o semplicemente acqua, ad accompagnare il resto della nostra colazione, è bene stare attenti a:
– dolcificazione: per la nostra quotidianità, amaro è meglio
– personalizzazione e individualità: ci sono situazioni specifiche in cui caffeina o teina possono dare fastidio.
Anche dei grassi buoni (intesi come “buoni per la salute”) non abbiamo parlato e meritano una menzione: tutt’altro che da demonizzare possono essere un supporto importante per il nostro benessere. Si tratta in particolare degli oli di origine vegetale non sottoposti a eccessivo calore o ossidazione. Bene i grassi contenuti nella crema 100 per cento frutta secca o nei semi di partenza, senza nulla togliere alla possibilità di aggiungere dell’olio extravergine di oliva o della maionese fatta in casa alla nostra colazione salata.
L’obiettivo non è la colazione Instagram-worthy, ma costruire un’abitudine sostenibile che funzioni e possa esserci di supporto nel tempo. Anche partire da piccoli cambiamenti — aggiungere una fonte proteica, sostituire i cereali raffinati con l’avena, inserire qualche pezzo di frutta in più — può essere l’inizio che serve per cominciare. Qualcosa è meglio che niente e, senza quasi rendercene conto, avremo già fatto un passo nella direzione giusta. E un passo dopo l’altro, se ci va, si fa tutta la strada.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Nuove evidenze scientifiche suggeriscono un legame tra i dolcificanti artificiali senza calorie e il controllo della glicemia.
Al via un progetto per restituire vita, produzione e cura del paesaggio alla villa dell’ex imperatore romano.
Per Greenpeace i piani di espansione di Jbs sono incompatibili con gli obblighi dell’azienda in materia di clima e biodiversità e sta portando la causa al tribunale olandese.
Uno studio giapponese ha osservato una migliore qualità del sonno nei bambini nutriti con latte materno, mentre secondo uno studio norvegese esiste un’associazione tra l’allattamento al seno e un minor rischio di ADHD.
Secondo gli analisti, il verificarsi di un “super” El Niño creerebbe un shock globale dei prezzi alimentari, aumentando l’inflazione già causata dalla guerra in Iran.
La produzione di gamberetti ecuadoriana destinata all’esportazione continua a crescere, ma l’ecosistema delle mangrovie ne paga il prezzo più alto.
Il consumo abituale di caffè non zuccherato, normale o decaffeinato, riduce il rischio di malattie del fegato. Agisce inoltre in modo benefico sul microbiota influenzando positivamente l’umore.
Il 10 per cento della popolazione con i consumi più elevati causa danni ambientali alla biodiversità e al clima per una cifra paragonabile a quella che servirebbe per risolvere queste crisi.
Nell’Unione europea sarà più facile produrre e commercializzare i cosiddetti nuovi ogm, ma per 21 organizzazioni ambientaliste, dell’agricoltura bio e dei diritti dei consumatori è una decisione preoccupante.

