Coronavirus

Coronavirus: gli aggiornamenti di martedì 25 febbraio

Tutti gli aggiornamenti sull’epidemia del nuovo coronavirus in Italia e nel mondo. Martedì 25 febbraio il bilancio è di 11 morti e 322 contagi.

La situazione del nuovo coronavirus in Italia

  • Ad oggi sono stati effettuati oltre 8.600 tamponi sulla popolazione;
  • I morti per coronavirus in Italia sono 11. Le ultime quattro vittime sono un 84enne di Nembro, in provincia di Bergamo, un uomo di 91 anno di San Fiorano, una donna di 83 anni di Codogno, entrambi in provincia di Lodi e una donna di 76 anni che era stata ricoverata in rianimazione a Treviso per complicanze respiratorie.  Stando agli ultimi dati della Protezione civile, il numero dei contagi è di 322, quasi tutti concentrati nel Nord Italia tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Una persona è guarita. L’Italia è il terzo paese al mondo per contagi dopo Cina e Corea del Sud;
  • Una turista di Bergamo in vacanza a Palermo che ieri sera è stata ricoverata nell’ospedale Cervello per i controlli dopo aver mostrato sintomi influenzali, è risultata positiva al test per il Covid-19. Lo conferma la Regione siciliana che dice: “Abbiamo un sospetto caso positivo risultato tale all’esame del tampone”. È stata disposta la quarantena per il gruppo di amici della donna e per le persone che sono state a stretto contatto coi turisti. Questo è il primo caso di coronavirus accertato nel Sud Italia;
  • Un italiano è risultato positivo al test del nuovo coronavirus a Tenerife. Si tratta di un medico proveniente dai comuni colpiti epidemia. L’uomo avrebbe iniziato a sentirsi male mentre era in vacanza e si sarebbe recato alla clinica Quiron, nel sud dell’isola spagnola delle Canarie, dove è stato ricoverato e isolato dopo essere risultato positivo al test per il nuovo coronavirus. “Oggi saranno fatti nuovi test a Madrid”, ha comunicato il presidente canario Angel Victor Torres. Nel frattempo, mille persone che alloggiavano nello stesso hotel dell’uomo sono state messe in quarantena;
  • Sono tornati in Italia i 40 italiani bloccati alle Mauritius;
  • Due persone sono risultate positive al tampone in Toscana;
  • Il 38enne di Codogno, primo caso positivo in Italia, è in condizioni gravi ma stabili. La moglie incinta, ugualmente positiva al test e ricoverata all’ospedale Sacco di Milano, sta bene ed è ancora asintomatica. Sei compagni di squadra della coppia sono risultati positivi al coronavirus, ma stanno tutti bene e verranno curati a casa.

Cosa è stato detto alla conferenza stampa a palazzo Lombardia

“La situazione si è stabilizzata. I provvedimenti sono entrati in vigore e la popolazione sta reagendo in modo serio e civile. Stiamo aspettando che passino quattro, cinque giorni per capire gli effetti dei provvedimenti. Noi siamo molto sereni e fiduciosi nell’esito positivo della faccenda”, ha affermato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Stiamo attendendo ulteriori valutazioni da parte dell’Istituto superiore della sanità, per ora sono confermati 240 contagi in Lombardia. Per valutare l’entità dei decessi aspettiamo di avere la delibera dell’Istituto superiore della sanità”, ha aggiunto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera.

“Confermo un’assoluta tranquillità nella zona rossa. La protezione civile sta fornendo supporto dove necessario”, ha concluso Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione civile.

Qui il video della diretta.

Quanti sono i contagi in Italia

Secondo il bollettino della Protezione civile, i casi confermati di Covid-19 sono 322:

  • Lombardia: 240;
  • Veneto: 43;
  • Emilia-Romagna: 26;
  • Piemonte: 3;
  • Lazio: 3;
  • Sicilia: 3;
  • Toscana: 2;
  • Liguria: 1;
  • Trentino-Alto Adige: 1.

I pazienti ricoverati con sintomi sono 114, 35 sono in terapia intensiva, mentre 162 si trovano in isolamento domiciliare. Una persona è guarita, mentre 11 sono decedute.

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Chi sono le persone morte in seguito a infezione da Sars-CoV-2

Oltre alle ultime tre persone decedute in Lombardia e alla donna deceduta a Treviso, le altre vittime sono un uomo di 62 anni originario di Castiglione D’Adda, in provincia di Lodi, ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como con patologie pregresse; un ottantenne, anch’egli di Castiglione d’Adda, deceduto all’ospedale Sacco di Milano; un uomo di 88 anni di Caselle Landi, sempre in provincia di Lodi; un uomo di 84 anni che era ricoverato all’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo; una donna del cremasco di 68 anni che era ricoverata nel reparto di oncologia a Crema; un uomo di 78 anni di Vo’ Euganeo, in provincia di Padova; e una donna di 77 anni trovata morta in casa nel comune di Casalpusterlengo, in provincia di Lodi.

“In Italia c’è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2 per cento. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l’influenza”, ha spiegato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità in conferenza stampa alla Protezione civile, per poi aggiungere “prima che fosse individuato il ‘caso indice’, vale a dire il 38enne di Codogno, il coronavirus era già in circolazione nel lodigiano da “una-due settimane”.

Quali sono i numeri verdi istituiti dalle regioni

Questi sono i numeri verdi istituiti dalle Regioni italiane per rispondere alle richieste di informazioni sul coronavirus e sulle misure urgenti per il contenimento del contagio:

A questi si aggiungono il numero unico nazionale 1500 del Ministero della Salute e il 112 per la segnalazione dei casi.

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Secondo l’Oms l’Italia sta reagendo bene

“Dobbiamo contrarci sul contenimento e allo stesso tempo fare ogni cosa possibile per prepararci a una potenziale pandemia”. Lo ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che ha elogiato le misure prese dalla Cina, dall’Italia e dalla Corea del Sud. “Non possiamo parlare ancora di pandemia ma solo di epidemia” perché anche se l’allerta è alta non c’è ancora una diffusione del coronavirus su larga scala a livello mondiale”, ha affermato Ghebreyesus. Il tasso di letalità stimato dall’Oms è “del 2-4% a Wuhan e dello 0,7% fuori Wuhan”.

La situazione del nuovo coronavirus nel resto del mondo

Il Regno Unito ha imposto l’auto isolamento a chi proviene dal nord Italia

Da oggi il Regno Unito impone “l’auto-isolamento” per 14 giorni a scopo precauzionale per tutti coloro che provengono dal nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e presentino sintomi “anche leggeri” d’un potenziale contagio da coronavirus. E la quarantena obbligata anche senza sintomi di sorta, per lo stesso periodo di tempo, per tutti coloro che arrivino dai paesi della Lombardia e del Veneto isolati su decisione del governo italiano. Lo si legge nelle indicazioni aggiornate dei suggerimenti del Foreign office e diffuse dall’agenzia di stampa Ansa.

In Iran il vice ministro della Salute è risultato positivo al test

Il vice ministro della Salute iraniano, Iraj Harirchi, è risultato positivo al test del coronavirus. Lo ha reso noto in un tweet Alireza Vahabzadeh, consigliere del ministro, sottolineando che Harirchi è stato in prima linea nel combattere il virus. Harirchi ha confermato di essere il 99/o contagiato in Iran e ha aggiunto che l’epidemia sarà sicuramente sconfitta.

Il Kuwait ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia, la Corea del sud e la Thailandia

Il Kuwait ha sospeso tutti i voli da e per l’Italia, la Corea del Sud e la Thailandia, a causa del diffondersi dell’epidemia di coronavirus in questi tre paesi. Lo rende noto l’agenzia Kuna. E’ il primo paese a far scattare un provvedimento del genere contro l’Italia. Tutti gli stranieri che hanno visitato questi paesi nelle ultime due settimane non potranno entrare in Kuwait. E non verranno emessi nuovi visti. Per i kuwaitiani di rientro sarà necessaria una quarantena.

La situazione in Cina

La Cina ha accertato ieri, lunedì 24 febbraio, altri 508 casi di coronavirus, portando il totale a 77.658. Le nuove morti, ha riferito la Commissione sanitaria nazionale, sono state 71 (il dato più basso da oltre due settimane), per un bilancio complessivo di 2.663. Al netto dell’Hubei, l’epicentro dell’epidemia, i nuovi casi nel resto della Cina sono stati solo nove. Nella regione focolaio con i 499 nuovi casi di contagio il totale sale a 64.786, mentre i 68 ulteriori decessi portano il totale a 2.563. Un primo segnale positivo è maturato quando sei province della Cina hanno abbassato il livello di emergenza sul coronavirus, portandolo da 1, il più alto, a 2 o a 3: si tratta di Gansu, Liaoning, Guizhou, Yunnan, Shanxi (un pilastro della produzione di carbone) e Guangdong (la prima per export in Cina). La mossa segue l’invito di domenica del presidente Xi Jinping di un “ritorno ordinato” alle attività lavorative e produttive

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La situazione in Sud Corea, il secondo paese più colpito

La Corea del Sud ha reso noti 60 nuovi casi di contagio da coronavirus, portando il totale a quota 893 in tutto il Paese. Nei suoi aggiornamenti sulla crisi, il Korea center for disease Control and Prevention (Kcdc), il centro per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha spiegato in una nota che si tratta del più piccolo incremento negli ultimi quattro giorni. Quanto alle vittime, c’è un caso in più da registrare che porta il conto complessivo a otto.

Hong Kong ha chiuso le scuole fino al 20 aprile

Il segretario all’Istruzione della città, Kevin Yeung, ha annunciato che la sospensione delle lezioni verrà prolungata fino a dopo le vacanze pasquali: le scuole, quindi, riapriranno al più presto il 20 aprile rispetto al 16 marzo previsto in precedenza. Ad Hong Kong si registrano finora due vittime e 81 casi confermati di coronavirus. Ieri l’amministrazione locale ha annunciato che bloccherà l’arrivo di sudcoreani non residenti in risposta alla crescente diffusione del virus nel Paese (8 morti e 893 casi confermati).

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Il nuovo coronavirus ha fermato anche Tom Cruise

La produzione dell’ultimo film della serie ‘Mission: impossible’ con Tom Cruise è stata interrotta in Italia in seguito allo scoppio dell’epidemia di Covid-19, secondo quanto riportano i media statunitensi. La troupe aveva infatti in programma di fare delle riprese a Venezia, ma “per la sicurezza e il benessere del nostro cast e per la volontà del governo locale veneziano di fermare le riunioni pubbliche in risposta alla minaccia del coronavirus, stiamo modificando il piano di produzione per le tre settimane in cui dovremmo girare a Venezia”, ha detto un portavoce della Paramount in un comunicato a The Wrap. La fonte ha aggiunto che Cruise non ha viaggiato in Italia e che i membri della troupe sono stati autorizzati a tornare a casa fino al riavvio della produzione.

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