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Cosa scomparirà nella città del futuro e di cui non sentiremo la mancanza

La storia della civiltà urbana dimostra che la città cambia con l’evoluzione della società e delle persone che la abitano. Lo stile di vita dei cittadini cambierà ancora le nostre metropoli, lasciando alla storia molti dei suoi aspetti negativi.

La città ha già vissuto il giorno in cui il primo autobus uscì da una rimessa al posto dell’omnibus tirato dai cavalli, il giorno in cui fu acceso il primo lampione elettrico e furono spenti quelli a petrolio, il giorno in cui le case si dotarono dei servizi igienici ripulendo le strade dalle fogne a cielo aperto. La storia della civiltà urbana dimostra che la città cambia con l’evoluzione della società e delle persone che la abitano. Lo stile di vita dei cittadini cambierà ancora le nostre metropoli, lasciando alla storia molti dei suoi aspetti negativi.

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Le città del futuro non avranno nessuna somiglianza con i film di fantascienza, cammineremo sempre su strade orizzontali e vivremo all’interno di edifici, anche se i treni a levitazione magnetica e i droni sono diventati una realtà.

Le città sono cambiate per essere funzionali, efficienti, salubri, ma non hanno mai alterato la loro identità. La città del futuro, almeno quello prevedibile, non sarà diversa da quella di oggi, sarà solo più intelligente, capace di soddisfare e assecondare le esigenze e lo stile di vita dei suoi abitanti.

Il cuore tecnologico al servizio dei cittadini è il vero motore del cambiamento. La tecnologia permetterà il dialogo tra le nuove forme di condivisione e la società, farà da collante tra le innovazioni nel campo dell’architettura e della mobilità per superare le difficoltà logistiche e del consumo sostenibile delle risorse. Non importa se per arrivare a questo in futuro dovremmo dimenticarci qualche aspetto delle metropoli contemporanee, di molte non ne sentiremo sicuramente la mancanza.

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La prossima evoluzione della città lascerà spazio agli abitanti per riscoprire il luogo in cui vivono affinando tutti e cinque i sensi.  © Dan Kitwood/Getty Images

I cinque sensi della città del futuro

1. Olfatto

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Niente più odori di tubi di scappamento e di rifiuti abbandonati lungo le strade. Nelle smart city le auto a idrogeno e i sistemi di automatizzazione della raccolta pneumatica di rifiuti ci faranno vivere in una città meno inquinata, in cui riscoprire il piacere di respirare i profumi botteghe e tradizioni.

Quello che è stato immaginato dalla nascita delle serie tv e dei film di fantascienza oggi succede già. Le auto che vanno ad acqua (idrogeno) esistono e funzionano perfettamente. Dallo scarico dei veicoli Fuel cell (Fcv) esce solo vapore acqueo, senza nessun’altra sostanza inquinante. La raccolta pneumatica dei rifiuti è un sistema di uso comune nei paesi anglosassoni e del nord Europa che sta prendendo piede anche in alcuni comuni italiani. Questo tipo di raccolta differenziata parte dai “cestini” pubblici o condominiali, con l’aria i rifiuti vengono spinti attraverso dei condotti in un locale di accumulo che viene pulito della nettezza urbana.

2. Gusto

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Orti urbani, giardini sui tetti e boschi verticali renderanno le città del futuro più verdi. © Dan Kitwood/Getty Images

Il senso del gusto verrà riscoperto con i sapori locali, con i piatti della tradizione e i prodotti di stagione commercializzati nei mercati biologici. Nel futuro le serre e gli orti urbani avranno preso il posto dei terreni degradati e sottratto suolo fertile all’espansione urbana. Un esempio tutto italiano è Miraorti, il progetto che riqualifica la storica area industriale torinese con programmi di agricoltura urbana.

3. Vista

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La città diventa più bella da vedere anche perché non ci saranno più cavi telefonici stesi lungo i tralicci o distese di automobili parcheggiate in ogni spazio libero. © Gonzalo Arroyo Moreno/Getty Images

La fibra ottica correrà sotto le nostre case mentre i parcheggi saranno tutti interrati, nascosti, per farci tornare ad apprezzare la vista dei paesaggi e degli scorci più belli del nostro paese. I comuni italiani che hanno adottato la soluzione dei parcheggi interrati sono numerosi, qualcuno di meno ha scelto i parcheggi sotterranei automatizzati. Questa volta l’esempio cinematografico calza a pennello, qui i veicoli vengono lasciati dal proprietario su una piattaforma a livello stradale che si occuperà, con un braccio meccanico di “parcheggiare” la vettura nel primo spazio sotterraneo disponibile.

4. Udito

Ci dimenticheremo del rumore dei clacson e del traffico, torneremo ad apprezzare i suoni della natura e della vita in città grazie alle silenziosissime automobili ibride o a idrogeno e allo sviluppo della mobilità sostenibile, e perché no, delle auto che si guidano da sole.

5. Tatto

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Il nostro dito indice sostituirà i cavi e le spine attaccate al muro nelle nostre case e negli uffici. © George Frey/Getty Images

Il bluetooth e la trasmissione delle informazioni via wi-fi attiveranno gli elettrodomestici e regoleranno i consumi domestici. La casa domotica è frutto di questa tecnologia. I pannelli solari e la comunicazione wi-fi di televisione e computer è superata dai frigoriferi intelligenti che avvisano quando ci sono prodotti in scadenza, dalle lampade in bioplastica illuminate a Led, dai riscaldamenti che si attivano solo in presenza di persone e dagli elettrodomestici connessi in cloud.

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