La nuova stima di popolazione di orso bruno marsicano indica 81 esemplari, con una presenza anche fuori dal suo areale storico del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
È stata dimostrata la grande utilità dei ragni in agricoltura: impediscono infatti il proliferare dei parassiti che infestano le colture. Importanti applicazioni hanno anche il loro veleno e la loro tela.
Spesso per cambiare opinione basta guardare la cose da una prospettiva differente. Prendiamo il problema della conservazione della biodiversità. Certo, ci sono persone che lavorano duramente per proteggere specie animali e vegetali dall’estinzione, ma la maggior parte ha difficoltà a empatizzare con animali che rischiano di scomparire, siano essi orsi polari, rane tropicali o scimmie. Come detto, però, basta cambiare prospettiva. Se l’estinzione di una determinata specie causasse problemi direttamente agli esseri umani non passerebbe così in sordina.
È il caso del ragno, secondo Norman Platnick, studioso di aracnidi presso il Museo di storia naturale di New York. «Se i ragni scomparissero, dovremmo affrontare la fame – ha dichiarato Platnick – i ragni sono i principali controllori degli insetti. Senza ragni tutti i nostri raccolti sarebbero consumati dai parassiti». Lo scenario che si delineerebbe se non esistessero più i ragni non è ancora chiaro, tuttavia è innegabile la loro importanza per l’agricoltura. Oltre al controllo chimico e ai pesticidi, infatti, i predatori come i ragni sono l’unico sistema per limitare i parassiti che infestano le colture. L’importanza dei ragni è particolarmente significativa nell’agricoltura biologica che si basa molto sul controllo naturale dei parassiti.
La conservazione di queste strane creature, dotate di otto zampe e capaci di tessere meraviglie architettoniche con la loro tela, è importante per motivi che vanno oltre la protezione delle colture. Ad esempio le numerose possibilità offerte dai loro incredibili veleni. Il veleno di un ragno contiene centinaia, o addirittura migliaia, di diversi composti chimici. Sappiamo che esistono, ma non sappiamo ancora se potrebbero essere utili per l’uomo. In diversi centri e facoltà stanno testando questi veleni per fornire delle risposte. Gli scienziati di Yale, ad esempio, stanno esaminando le sostanze chimiche presenti nel veleno del ragno dei cunicoli australiano (Atrax robustus), per capire se potrebbero essere applicate ai farmaci per il controllo del dolore. Un fisiologo dell’Università di Buffalo sta cercando di guarire i pazienti che soffrono di distrofia muscolare con un composto ricavato dal veleno di un ragno sudamericano. Il veleno degli scorpioni, che appartengono alla stessa classe animale dei ragni, gli aracnidi, potrebbe addirittura aiutare a identificare i tumori cerebrali.
Oltre alle sostanze chimiche nel loro veleno, anche le ragnatele potrebbero avere importanti applicazioni. La seta ragno, in proporzione, è molto più resistente dell’acciaio. Scoprirne la composizione potrebbe consentire di utilizzarla un giorno per costruire aeroplani, giubbotti antiproiettile, fili chirurgici e protesi. «Gli scienziati hanno identificato quasi 45mila diverse specie di ragno – ha affermato Platnick – e nella migliore delle ipotesi sono solo la metà di quelle che realmente esistono. Quando perdiamo una specie di ragno, potremmo perdere un composto che potrebbe aver curato l’epilessia. Possiamo perdere una seta che potrebbe aver prodotto un materiale resistente e leggero».
Le principali minacce per la sopravvivenza dei ragni sono la perdita e la frammentazione dell’habitat, le popolazioni diventano sempre più esigue esponendosi maggiormente alle minacce e al rischio di scomparire per sempre. Gli aracnidi abitano il pianeta da molto tempo prima di noi, furono i primi animali che colonizzarono le terre emerse. Se per tutelarli non bastano le loro origini antiche, facciamolo almeno per noi stessi.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
La nuova stima di popolazione di orso bruno marsicano indica 81 esemplari, con una presenza anche fuori dal suo areale storico del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
La stagione venatoria è partita in anticipo in 16 Regioni mentre la Camera riprende l’esame del ddl definito “spara-tutto” dalle associazioni.
La Costituzione dice che la scuola è gratuita, ma il prezzo di libri e corredo resta sulle spalle delle famiglie.
Sono stati annunciati i cinque progetti finalisti dell’European Prize for Urban Public Space. Vediamo quali sono.
Una nuova analisi dimostra che i combattimenti tra cani sono ancora diffusi in Italia. Alcuni interventi legislativi e una guida per i cittadini mirano a contrastare il fenomeno
Dal Vaticano arriva un nuovo slancio ecologista, che sposta la difesa della Terra sul piano morale: salvare l’ambiente è salvare anche l’opera di Dio.
Dietro la piena del Bhote Koshi e le numerose vittime, c’è un territorio che perde i suoi ghiacciai a un ritmo sempre più veloce e imprevedibile.
La polizia di Hong Kong ha arrestato cinque persone che lavoravano in due librerie indipendenti invocando la “sicurezza nazionale”. Prima era toccato ad altre librerie.
I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.
