A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
La deforestazione in atto nel bacino del fiume Congo, nel continente africano, dovrebbe causare un aumento della temperatura media globale di oltre mezzo grado centigrado verso metà secolo. A sostenerlo è uno studio condotto dal dipartimento di Scienze della terra e ambientali dell’università cattolica di Lovanio, in Belgio, e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of
La deforestazione in atto nel bacino del fiume Congo, nel continente africano, dovrebbe causare un aumento della temperatura media globale di oltre mezzo grado centigrado verso metà secolo.
A sostenerlo è uno studio condotto dal dipartimento di Scienze della terra e ambientali dell’università cattolica di Lovanio, in Belgio, e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Climate.
La causa della deforestazione è la crescente domanda di terreni agricoli nella regione dell’Africa centrale che, secondo i ricercatori, porterà a un aumento della temperatura media globale di 0,7 gradi e a una riduzione delle precipitazioni tra il 5 e il 10 per cento.
La foresta pluviale congolese è il secondo polmone più grande della Terra, dopo l’Amazzonia, con una superficie verde di due milioni di chilometri quadrati. Dal 1990 il tasso di deforestazione è aumentato costantemente. Secondo le stime della Commissione europea tra il 2000 e il 2010 si sarebbero persi duemila chilometri quadrati di foresta all’anno, un numero “totalmente insostenibile” secondo Greenpeace.
La parte di foresta presente nella Repubblica Democratica del Congo stocca 27 miliardi di tonnellate di CO2, come la quantità di emissioni prodotte a livello globale nel 2007.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.