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Qualità, attenzione alla filiera e rispetto del pianeta: questi sono i punti cardine della filosofia di Fratelli De Luca. Ecco perché i gestori del locale romano hanno scelto Lavazza Alteco.
Luca e Maria Pia De Luca ne sono convinti: la qualità dei prodotti è la condizione necessaria per una proposta gastronomica sana e rispettosa del pianeta. Promuovendo questa filosofia, il locale dei Fratelli De Luca, a soli 500 metri dai Musei Vaticani, è ormai diventato un punto di riferimento per il pubblico romano e internazionale. Entrati a far parte del progetto LifeGate Café, il network selezionato di locali che promuove la qualità della vita nel rispetto dell’ambiente, ci hanno raccontato la loro esperienza.
Come nasce l’idea del locale Fratelli De Luca?
Luca: L’idea è stata mia. Prima della crisi, ho lavorato per molti anni come art director in un’agenzia di comunicazione, disegnavo loghi per grandi aziende. Con la crisi economica tutto è cambiato, l’agenzia ha chiuso e io ho iniziato a guardarmi attorno. Vedevo il mercato della ristorazione, e in particolare della ristorazione di qualità, crescere molto. Così ho deciso di intraprendere quella strada. Ma prima di farlo, ho viaggiato molto, ho visto tanti locali… Dopo una prima esperienza con alcuni amici, ho deciso di coinvolgere mia sorella Maria Pia e mettermi in gioco col cognome di famiglia in questo locale a pochi metri dai Musei Vaticani. Noi due siamo una vera e propria squadra, ognuno si occupa di un’area ben precisa. Lei della gestione e dell’organizzazione, io della comunicazione. Abbiamo voluto far emergere il concetto della tradizione all’italiana, dove il cognome rappresenta una garanzia di serietà e qualità dei prodotti serviti ogni giorno. Io stesso ho disegnato il logo del locale come un sigillo di qualità.
Qual è la filosofia del locale?
Maria Pia: Il nostro slogan è “Dai Fratelli De Luca… ci piace mangiare sano”. Per questo, prestiamo molta attenzione alla filiera produttiva e all’acquisto di ogni materia prima. Per noi la qualità è il valore più importante: a volte preferiamo guadagnare meno, ma acquistare e servire i prodotti della migliore qualità.
Che ruolo ha l’attenzione per la sostenibilità, nel vostro locale?
Luca: Stiamo per esempio molto attenti al risparmio energetico, usiamo stoviglie compostabili e abbiamo voluto che l’arredamento del locale fosse a basso impatto, realizzato con materiali di riciclo, come i pallet. Abbiamo inoltre preferito usare menù a monitor, non solo per evitare di sprecare carta, ma anche perché in questo modo possiamo raccontare la storia dei prodotti che utilizziamo.
Maria Pia: Siamo anche molto orgogliosi della nostra raccolta differenziata, che facciamo sempre scrupolosamente. Anzi, la nettezza urbana ci ha consegnato tre cassonetti, uno per l’umido, uno per la raccolta del vetro e uno per l’indifferenziato, che si trovano fuori dal nostro locale e che abbiamo iniziato a condividere col resto del quartiere: dato che coi cassonetti comuni la situazione è molto precaria, stiamo invitando i “vicini” a portarci materiali come il vetro, per garantire uno smaltimento corretto. All’interno del locale raccogliamo ovviamente anche carta e plastica, di cui cerchiamo di ridurre il consumo. E poi, cerchiamo per quanto possiamo, di educare i clienti perché sul tema rifiuti ci sono ancora tanta confusione e superficialità. Si prende la scusa dell’inefficienza dell’amministrazione comunale per non fare niente e non differenziare. Noi non siamo d’accordo con questo tipo di atteggiamento e cerchiamo di fare la nostra parte.
Come si inserisce Lavazza Alteco nella filosofia del locale?
Luca: Sono ormai partner di Lavazza da molto tempo, ci ho lavorato anche nel vecchio locale. Quando mi hanno chiamato per farmi assaggiare anche questa miscela, ho pensato fosse buonissima. E poi, lo confesso: mi sono innamorato del progetto Alteco, sono felice che questo caffè sia coltivato utilizzare alcun tipo di fertilizzante. Ho sposato in pieno la causa. E infine, ai clienti piace molto. Molti non chiedono più “un caffè”, ma un Alteco. Sarà perché, per offrire sempre un caffè buono e di qualità, curiamo moltissimo la preparazione. O forse è perché ne raccontiamo la storia.
Pensate che la vostra proposta possa avere un impatto positivo sulle persone?
Luca: Sul pubblico internazionale di sicuro. Spero che la nostra filosofia del mangiare sano, con prodotti di qualità, possa essere condivisa sempre di più anche dai romani, che ormai iniziano a vederci come un punto di riferimento. Noi siamo convinti di essere sulla buona strada.
Per Luca e Maria Pia De Luca, la proposta gastronomica deve essere soprattutto sana e di qualità, garantita da una estrema attenzione per la filiera dei prodotti serviti. Proprio questa attenzione rappresenta la loro carta vincente. Lo confermano anche i dati dell’ultimo Osservatorio sullo stile di vita sostenibile realizzato da LifeGate in collaborazione con Eumetra MR, secondo cui l’attenzione per la filiera è una delle caratteristiche che devono avere aziende ed esercizi commerciali sostenibili. Ecco perché i Fratelli De Luca hanno scelto di aderire a LifeGate Café e di servire Lavazza Alteco, un caffè buono, sano e di qualità, coltivato senza pesticidi, 100% da agricoltura biologica e certificato UTZ.
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