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Un sinonimo per economia circolare è Eco Packly, il contenitore multiuso in plastica riciclata presentato da Fratelli Guzzini al Fuorisalone.
Cuore, testa e lavoro. Un passo dietro l’altro, il futuro circolare si disegna coltivando i valori dello studio e della conoscenza, dell’innovazione tecnologica e della sperimentazione, del rispetto del pianeta e delle persone. Ripartire da una delle più intense piaghe sanitarie mondiali significa anche adottare una nuova cultura, nel quotidiano come nell’industria, e dialogare con l’ambiente.
Per dettare il passo della ripresa, stimolare uno sviluppo sostenibile circolare e condizionare positivamente la società contemporanea, l’azienda Fratelli Guzzini ha deciso di combinare l’uso di materiali innovativi alla ricerca funzionale ed estetica. Lo storico marchio italiano, che da 109 anni a Recanati lavora per essere sempre un passo avanti, ha presentato al Fuorisalone del mobile di Milano, la settimana del design svoltasi dal 5 al 10 settembre, il contenitore multiuso in plastica post consumo Eco Packly. “Tornare al Fuorisalone significa anche dare un senso a quello che le aziende devono fare in un momento di difficoltà: creare una ripartenza, una rinascita”, spiega Domenico Guzzini, presidente di Fratelli Guzzini.
Fratelli Guzzini ha deciso di imboccare la strada dell’economia circolare puntando sulla circolarità della plastica e promuovendo il progetto Circle, di cui Eco Packly è figlio. La scelta, evidenzia il presidente, è da attribuire a “un senso di responsabilità, innanzitutto, ma anche come risposta alla richiesta del pianeta, dell’Europa”. I rifiuti “sono risorse”, rimarca Guzzini, e possono diventare “nuovi prodotti senza finire nelle discariche o nei termovalorizzatori”.
Il contenitore multiuso e colorato Eco Packly, che si può usare anche per la raccolta differenziata, è realizzato almeno per il 70 per cento con plastica riciclata, polietilene a bassa densità (Ldpe), da filiera di un’insegna leader della grande distribuzione organizzata. “L’80 per cento dell’impatto ambientale di un prodotto è deciso in fase progettuale”, precisa il designer di Eco Packly Roberto Giacomucci. Proprio in questa fase, prosegue, “dobbiamo fare molta attenzione a che cosa significa fare un prodotto, un oggetto poi inserito nell’ambiente”.
Il contenitore è “monoblocco, monocomponente, dunque ha la possibilità di essere smaltito in un’unica soluzione”, a discapito di tanti oggetti presenti sul mercato realizzati con materiali riciclati ma non più riciclabili, che dunque non è possibile immettere nuovamente nel ciclo produttivo. Nell’ottica poi di ridurre l’impatto ambientale della logistica, il contenitore può essere piegato e occupa così metà dello spazio di quando è aperto. “Questo è importante sia nella fase di trasporto che di stoccaggio, ma anche per l’utente finale”, sottolinea Giacomucci. Una volta piegato, Eco Packly si può trasportare “nel bagagliaio dell’auto per conferire i rifiuti all’isola ecologica”.
Guzzini stima che il trasporto per 300 chilometri di 3.168 pezzi chiusi di EcoPackly, grandi quanto 1.320 pezzi aperti, consente di risparmiare nell’atmosfera, per ogni contenitore, 210 grammi di anidride carbonica (o CO2) equivalente. Numeri importanti se si pensa che ogni gesto, ogni passo, contribuisce a costruire un futuro migliore, circolare e sostenibile per tutti.
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