Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
Il G7 Agricoltura adotta la Dichiarazione di Bergamo e individua 5 priorità su cui agire per centrare gli obiettivi contro la fame nel mondo.
500 milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030 attraverso impegni concreti dei 7 Paesi. È questo l’obiettivo che esce dal G7 agricoltura che si è tenuto il 13, 14 e 15 ottobre a Bergamo.
“La fame è una questione prima di tutto agricola – ha detto il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina come Presidente G7 agricoltura -. Per questo abbiamo deciso di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa, attraverso la condivisione di buone pratiche per aumentare la resilienza e accompagnare lo sviluppo delle comunità locali”. Il ruolo della cooperazione agricola sarà decisivo per raggiungere il traguardo, poiché la maggioranza delle persone che soffrono la fame vive in aree rurali.
Durante la riunione è stato affrontato anche il tema della difesa dei redditi degli agricoltori davanti alle crisi dovute ai cambiamenti climatici e a quelle economiche, affidando il mandato alla Fao per studiare azioni sul tema.
Durante la due giorni dedicata all’agricoltura è stata varata la Dichiarazione di Bergamo, che focalizza l’attenzione sulla tutela del reddito dei produttori, la cooperazione agricola con l’Africa, la trasparenza dei prezzi, lo spreco alimentare e la tracciabilità.
Il documento è stato Firmato da Italia, Stati Uniti, Canada, Francia, Regno Unito, Giappone, Germania, dall’Unione europea e sostenuto dalle istituzioni non governative che operano nel contesto agricolo e alimentare, come la Fao, Ifad, l’Unione africana, l’Ocse, il World food program e Slow food.
Tra le mura veneziane di Bergamo, i ministri del G7 agricoltura hanno individuato 5 priorità:
Secondo Oxfam, l’organizzazione che lotta contro la povertà nel mondo, il G7 agricoltura di Bergamo è stata un’altra occasione persa per la lotta alla fame nel mondo. “I Ministri dell’agricoltura dei paesi G7 non hanno assunto impegni concreti, di fronte all’aumento, per la prima volta in dieci anni, del numero degli affamati a livello globale”, si legge nella dichiarazione di Oxfam che sottolinea come il numero degli affamati nel mondo sia salito da 795 a 815 milioni nel 2016, di questi 155 milioni sono bambini e bambine.
Secondo uno studio Oxfam per adattarsi ai cambiamenti climatici, i paesi in via di sviluppo potrebbero dover affrontare costi tra i 140 e i 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2030, mentre oggi i finanziamenti multilaterali stanziati negli ultimi anni ammontano a 345 milioni di dollari.
Al G7 non vi sono stati impegni concreti, ma solo mere dichiarazioni di intenti. Il ruolo della cooperazione agricola tra nord e sud del mondo, in relazione al fenomeno migratorio, avrebbe dovuto essere al centro dell’agenda del summit, ma la dichiarazione finale del vertice contiene solo timidi accenni sul tema.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Secondo uno studio europeo, che coinvolge il WWF, tutti gli investimenti si ripagherebbero entro il 2032. Vantaggi anche per lavoro, salute e ambiente.
La ricerca di Eoliann mostra la fragilità delle reti energetiche e di comunicazione: senza interventi la prospettiva è quella di un’Italia a intermittenza.
Il vincitore assoluto è il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi con un’immagine di un’elefantessa. Le 100 foto si possono ammirare a Milano dal 20 novembre al 7 febbraio, al Museo della Permanente.
L’Ong Human Rights Watch denuncia una strategia di repressione in Turchia contro gli attivisti per il clima, in vista della Cop31 di Antalya.
Fino al 15 novembre la Ferrovia Vigezzina-Centovalli si trasforma nel Treno del foliage per scoprire lentamente colori autunnali e piccoli borghi da Domodossola a Locarno.
Edizione numero ventinove per Ecomondo, che torna con panel e incontri per portare soluzioni concrete per la transizione ecologica.
A Bipiani di Ponticelli e a Taverna del Ferro, rione del quartiere napoletano di San Giovanni a Teduccio, i prefabbricati costruiti dopo il terremoto dell’80 si stanno trasformando in abitazioni intelligenti.
I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
Uno studio dimostra che i Raee e le batterie gettate tra i rifiuti urbani residui si possono recuperare, ma servirebbe anche un obbligo normativo.


