G7, la difesa dell’Amazzonia divide i governi

Il G7 di Biarritz, in Francia, sta affrontando numerose questioni, compresi gli incendi nella foresta amazzonica. Distanze sul tema della riforestazione.

Si chiude oggi, lunedì 26 agosto, il G7 organizzato a Biarritz. Da sabato i governi delle sette potenze economiche mondiali sono riuniti nella città dei paesi baschi francesi. Numerosi i temi caldi sul tavolo: dal nucleare iraniano, al reintegro della Russia, dal commercio internazionale agli incendi nella foresta amazzonica.

I roghi nella foresta amazzonica provocano una crisi diplomatica tra Brasile e Francia

Del dramma che sta vivendo il Brasile si è cominciato a parlare nel pomeriggio di domenica e le discussioni continueranno probabilmente oggi. Il presidente della nazione sudamericana, Jair Bolsonaro, è accusato di aver condotto politiche che hanno di fatto provocato i roghi.

La questione ha già causato una crisi diplomatica proprio con la nazione che ospita il G7. Il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato senza mezzi termini che “la nostra casa sta letteralmente bruciando”, puntando il dito contro il governo brasiliano (e utilizzando una fotografia vecchia di sedici anni, il che ha suscitato polemiche).  

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Attivisti protestano in Francia in occasione del G7 organizzato a Biarritz © Gari Garaialde/Getty Images

Bolsonaro invia due aerei dell’esercito per spegnere gli incendi

Venerdì, il Brasile ha annunciato di aver mobilitato l’esercito per cercare di rispondere alle migliaia di roghi sparsi nella foresta (1.663 nuovi focolai soltanto tra giovedì e venerdì della scorsa settimana). Il ministero della Difesa ha affermato che due C-130 Hercules delle Fab (Forze aeree brasiliane), capaci di trasportare 12mila litri d’acqua, hanno cominciato a sorvolare l’area.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, inoltre, ha fatto sapere di aver offerto la propria disponibilità a Bolsonaro a fornire aiuto, qualora necessario. Ciò nonostante, la stampa transalpina parla (almeno per ora) di “impegni timidi” avanzati dal G7 per la foresta amazzonica.

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Uno dei numerosi incendi che sta colpendo la foresta amazzonica © Victor Moriyama/Getty Images

Convergenza al G7 sugli aiuti alle nazioni colpite, distanza sulla riforestazione

Le informazioni trapelate da Biarritz parlano di un accordo per aiutare gli stati colpiti (non soltanto il Brasile ma anche Paraguay, Argentina, Perù). Lo stesso Macron ha riferito di una “reale convergenza” su tale punto. In termini concreti, ciò dovrebbe tradursi nel dispiego di mezzi tecnici e finanziari per affrontare l’emergenza.

Ma per quanto riguarda le politiche di riforestazione, però, le parole del presidente francese lasciano intendere le grandi distanze che sono emerse tra le parti. Macron ha infatti parlato di “diverse sensibilità che si sono espresse”. Lo scontro non sarebbe solo nel merito ma anche nella forma, con le nazioni sudamericane colpite dagli incendi che avrebbero sottolineato la loro competenza a trattare problemi nazionali.

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I leader dei paesi del G7 posano all’apertura dei lavori a Biarritz, in Francia © Andrew Parsons – Pool/Getty Images

Gli interessi delle aziende francesi in Brasile

Il quotidiano La Croix fa sapere che l’obiettivo è (era?) di uscire dal G7 con la creazione di una coalizione per la riforestazione. Che coinvolgerebbe anche imprese e organizzazioni non governative. Ciò sulla scorta del meccanismo già utilizzato nel 2002 con il lancio del Partenariato mondiale per l’educazione e nel 2009 con l’Iniziativa per la sicurezza alimentare.

Inoltre, secondo il quotidiano Le Monde la stessa sbandierata fermezza della Francia potrebbe probabilmente scontrarsi con gli interessi economici di Parigi. Una “guerra commerciale”, infatti, non è nelle intenzioni dell’Eliseo: “Le imprese francesi controllano 850 società in Brasile, nelle quali lavorano 500mila persone. E quasi tutte le 40 più grandi aziende quotate in Borsa hanno interessi nella nazione sudamericana. E tutte sono pronte a scongiurare un’escalation, a qualunque costo”.

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