A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Gelicidio, brina, galaverna, calabrosa. Questi sostantivi strani identificano numerosi fenomeni meteorologici legati alla neve e al ghiaccio che spesso vengono confusi tra loro. 3Bmeteo.com ha realizzato un articolo in cui fa chiarezza sui vari fenomeni e spiega come riconoscerli. Gelicidio Il gelicidio, detto anche pioggia congelantesi o vetrone, tecnicamente è provocato dalla pioggia o dalla
Gelicidio, brina, galaverna, calabrosa. Questi sostantivi strani identificano numerosi fenomeni meteorologici legati alla neve e al ghiaccio che spesso vengono confusi tra loro. 3Bmeteo.com ha realizzato un articolo in cui fa chiarezza sui vari fenomeni e spiega come riconoscerli.
Il gelicidio, detto anche pioggia congelantesi o vetrone, tecnicamente è provocato dalla pioggia o dalla pioviggine che, a causa del fenomeno della soprafusione (banalmente quando le gocce di pioggia rimangono liquide nonostante la temperatura inferiore a 0 gradi centigradi) cade al suolo in forma liquida pur con una temperatura dell’aria inferiore a 0 gradi, gelando poi a contatto con il terreno. In altre parole, le precipitazioni nevose ad alta quota si trovano ad attraversare uno spesso strato d’aria a temperatura positiva (2 o 3 gradi), così i cristalli fondono e si trasformano in gocce di pioggia. Se a queste condizioni, si somma la presenza di uno strato d’aria a contatto con il suolo con una temperatura negativa di almeno 1-2 gradi, o più, le goccioline d’acqua, giungendo negli strati prossimi al terreno, pur trovandosi improvvisamente a una temperatura inferiore allo 0, restano allo stato soprafuso. A quel punto esse congelano solo al momento dell’impatto con il terreno o con qualsiasi superficie esposta all’aria, formando uno strato di ghiaccio sottile e trasparente, perché privo di aria, detto vetrone.
Il gelicidio non deve esser confuso con la brina che si deposita lentamente per condensazione sulle superfici esterne quando, in assenza di ventilazione e con umidità relativa dell’aria molto elevata, perdono calore di notte fino a raggiungere 0 gradi.
Non deve essere confusa con il gelicidio neppure la galaverna che si verifica, con temperature inferiori a 0 gradi quando minuscole goccioline di acqua fluttuanti nell’aria si solidificano intorno al suolo o sulla vegetazione formando un rivestimento che è però opaco (per la presenza di aria), biancastro ed assai fragile.
In presenza di vento forte, il rivestimento intorno alle superfici segue la sua direzione, cosicché si formano talora, specialmente intorno ai tralicci di metallo ed ai fusti delle piante, delle specie di lame di ghiaccio biancastre, irregolari e dentellate, larghe anche 20 centimetri e più; il fenomeno si chiama calabrosa.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
A Strasburgo approvata una risoluzione che adeguerebbe la definizione di violenza sessuale a quella della Convenzione di Istanbul. L’Italia a che punto è?
Il Pnr è stato posto in consultazione pubblica dai ministeri di Ambiente e Agricoltura e dall’Ispra. Si tratta di un documento atteso da decenni.
Energy2act è il progetto che crea un modello di transizione energetica, a partire dalle comunità di quartiere.
Dal 24 al 29 aprile, la Colombia ospita la prima Conferenza internazionale della società civile per l’abbandono dei combustibili fossili: l’Italia c’è.
Situazione in miglioramento, con criticità persistenti in pianura padana, Valle del Sacco, Campania. Ma le nuove direttive obbligano a fare ancora meglio.
Il fenomeno che ha coinvolto il Molise, con forti ripercussioni anche in Puglia, era noto da tempo. Secondo i geologi si sarebbe potuto intervenire.
L’esposizione alle microplastiche ridurrebbe la fertilità. Anche se, ora, un documentario e un’esperta dimostrano che è un processo reversibile.
Dal 28 marzo c’è allarme in Abruzzo, si rischia un nuovo caso Niscemi: gli esperti parlano di “paleofrana”. Sullo sfondo lacune non locali ma nazionali.
Con il decreto Bollette slitta la dismissione definitiva, che doveva arrivare già a fine 2025: ecco come si è arrivati alla situazione di oggi.



