Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
La Giornata mondiale dell’ozono si celebra nell’anniversario della firma del Protocollo di Montreal. Un successo ambientale della comunità internazionale.
Si celebra oggi la Giornata internazionale per la protezione dello strato di ozono, che difende la Terra e gli esseri viventi che la abitano dai raggi ultravioletti. La data non è stata scelta a caso dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite: il 16 settembre è infatti anche l’anniversario dell’approvazione del Protocollo di Montreal, siglato dalla comunità internazionale nel 1987 proprio al fine di adottare politiche in grado di promuovere il riassorbimento del cosiddetto “buco dell’ozono” al di sopra della regione antartica.
“In questa Giornata internazionale – ha commentato il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon – è utile ricordare tutti i passi avanti che abbiamo compiuto in questi anni, al fine di impegnarci a farne degli altri per proteggere la nostra atmosfera. Solo così potremo costruire un mondo più sicuro, più prospero, più sano e più resiliente”.
L’adozione del Protocollo di Montreal, in effetti, ha rappresentato un autentico successo per il mondo intero. Il buco nel “cuscino protettivo” del nostro pianeta, che si estende tra venti e quaranta chilometri di altitudine rispetto alla superficie terrestre, risulta infatti diminuito di più di quattro milioni di chilometri quadrati rispetto ai rilevamenti effettuati nel 2000.
La conferma è arrivata all’inizio di luglio da uno studio pubblicato dalla rivista americana Science, effettuato nel corso del mese di settembre del 2015. Nell’analisi si sottolineano le dimensioni estremamente significative del fenomeno: la porzione di strato di ozono “recuperata” negli ultimi quindici anni è pari alla superficie degli Stati Uniti.
Ciò proprio grazie al fatto che la concentrazione di clorofluorocarburi (Cfc) legati ad attività antropiche nell’atmosfera risulta in diminuzione del 10-15 per cento rispetto ai picchi dei primi anni Novanta. Un dato confermato anche dall’ultimo rapporto quadriennale curato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
“L’abbandono progressivo degli agenti inquinanti – sottolineano le Nazioni Unite – ha non soltanto aiutato a proteggere lo strato di ozono attorno alla Terra, ma ha anche contribuito in modo significativo agli sforzi effettuati dalla comunità internazionale nel tentativo di combattere i cambiamenti climatici. Inoltre, in questo modo si è potuto proteggere la salute umana e quella degli ecosistemi”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il 16 settembre è la Giornata internazionale per la preservazione dello strato di ozono organizzata dalle Nazioni Unite per affrontare una difficile sfida ambientale.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cancellato le restrizioni alla pesca nel Northeast canyons and seamounts Marine national monument.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.

