Biologico

Il grano Senatore Cappelli nel Parco della Maremma protagonista della quinta tappa di Campi da sapere

La pasta fatta con grano Senatore Cappelli coltivato biologicamente nel Parco della Maremma è il primo passo verso la conversione di tutti i parchi toscani, presentata da Alce Nero durante la quinta tappa di Campi da sapere.

Il Lorenese è un granaio attivo dal 1830 al 1980 circondato dalle colline dolci e dalla vegetazione brulla della Maremma toscana, accarezzato dalla brezza marina tipica di questa zona. Siamo nella sede della Tenuta agricola di Alberese, in provincia di Grosseto, che con i suoi 4.200 ettari è una delle aziende agricole biologiche più grandi d’Europa. Qui, nel Parco regionale della Maremma, viene coltivato il grano Senatore Cappelli rispettando i principi di un’agricoltura pulita e senza chimica di sintesi, da cui nasce la pasta a marchio Alce Nero – azienda con oltre 30 anni di esperienza nel biologico.

Qui, il 19 giugno, si è svolta la quinta tappa di Campi da sapere, l’iniziativa di Alce Nero per portare le persone nei luoghi dove vengono coltivati i suoi prodotti: il miele in provincia di Bologna, la frutta nel grossetano, l’olio pugliese, i vegetali in Veneto e, infine, il grano nella Maremma. Durante l’evento è stato presentato anche un progetto unico, il culmine di quattro anni di collaborazione tra il marchio biologico, Legambiente e Terre regionali toscane: la coltivazione del grano Senatore Cappelli nel Parco della Maremma è la prima grande esperienza di agricoltura biologica in un parco italiano, il tassello iniziale verso la conversione di tutte le terre dei parchi della Toscana.

Coltivare biologico nei parchi italiani

L’obiettivo desiderato è che questo diventi un modello per l’intero territorio nazionale. Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero, ci crede molto. Perché l’agricoltura non sia solo un’attività economica ma anche, e soprattuto, un veicolo di cultura – da qui il neologismo “agricultura” – e “motore di cambiamento positivo della società”.

Un utilizzo sostenibile del suolo dei parchi italiani è anche volto a combattere il fenomeno della “povertà” che colpisce il mondo rurale, ha sottolineato Rossella Muroni, presidente di Legambiente, durante l’incontro che si è tenuto ad Alberese, riferendosi alla perdita di competenze, paesaggi, saperi, valori nutrizionali e fertilità dei suoli che subiscono le campagne. Tutti elementi che possono essere riacquisiti attraverso un intervento consapevole che mette insieme le esigenze della tutela ambientale e del lavoro con quelle di un’agricoltura sana per le persone e redditizia per gli agricoltori.

La quinta tappa di Campi da sapere

Il tema del grano in particolare è di importanza primaria nel nostro paese. L’Italia è il secondo produttore di grano duro al mondo, con 5 milioni di tonnellate coltivate tra il 2016 e 2017 secondo l’Istat. Inoltre detiene il primato per quanto riguarda la produzione di pasta, il 50 per cento della quale è destinata all’esportazione – dati che ha condiviso Luca Sani, presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, durante la conferenza.

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Nella Tenuta agricola di Alberese © Alce Nero

La massiccia produzione nazionale di questo cereale ha un impatto notevole sulla salute e sull’ambiente. “Decenni di sviluppo di varietà di grano destinate alla produzione della pasta hanno portato alla loro standardizzazione a prescindere dalle caratteristiche dei territori in cui sono coltivate”, ha spiegato Stefano Benedettelli, professore all’Università di Firenze.

Questo ha causato un impoverimento del suolo e una perdita dei valori nutrizionali del grano, ad esempio con un calo significativo del suo contenuto di polifenoli, potenti antiossidanti. Per contrastare questa tendenza è fondamentale consumare pasta e pane integrali perché più ricchi di fibre che contribuiscono alla salute dell’intestino e a mantenere bassi i livelli di infiammazione, ha specificato il medico ed epidemiologo Franco Berrino approfondendo il tema delle proprietà nutrizionali del grano.

Il grano Senatore Cappelli nel Parco della Maremma

“Attraverso un pacco di pasta raccontiamo la storia del territorio”, queste le parole di Sani che descrivono l’anima del progetto di Alce Nero, Legambiente e Terre regionali toscane. Storia che inizia con la coltivazione della varietà Senatore Capelli nel Parco della Maremma e che continua nelle Dolomiti, dove viene prodotta la pasta a marchio Alce Nero. A Predazzo, in provincia di Trento, il Pastificio Felicetti utilizza la materia prima toscana per creare un alimento di qualità grazie all’impiego di acqua che sgorga a 2.000 metri e del metodo della trafilatura in bronzo. “Non vogliamo trasformare il grano in pasta ma essere fedeli traduttori”, così Riccardo Felicetti, amministratore delegato dello storico pastificio, descrive l’impegno dell’azienda di rispettare le caratteristiche di questo grano pregiato.

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Il grano Senatore Cappelli è stato protagonista della quinta tappa di Campi da sapere © Alce Nero

Così un pacco di pasta non è più solo un prodotto ma racchiude in sé una visione più grande: quella di portare un’agricoltura pulita con un alto valore ambientale, sociale, culturale ed economico in tutte le aree protette nazionali e sulle tavole di sempre più italiani (e non). Grazie alla quinta e ultima tappa di Campi da sapere, al Granaio Lorenese di Alberese abbiamo conosciuto le persone e le realtà che lungo tutta la filiera dedicano anima e corpo a creare una pasta che contribuisce a proteggere la nostra salute e salvaguardare il nostro territorio.

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