IBM a sostegno del no profit. Anche questa è responsabilità sociale d’impresa

Grazie al programma Impact Grants, Fondazione IBM ha guidato quattro importanti organizzazioni no-profit nell’ottimizzazione delle attività verso la comunità.

Efficienza ed efficacia delle proprie attività sul territorio. Nuove competenze tecnologiche. Utilizzo delle nuove piattaforme di social networking. Sono questi alcuni dei progetti sviluppati dal programma IBM Impact Grants e ideato per aiutare le associazioni no-profit. Big Blue in questo caso mette a disposizione alcuni software selezionati e servizi di consulenza, sulla base delle specifiche esigenze delle organizzazioni interessate.

 

“Gli Impact Grants sono personalizzati rispetto alle esigenze delle associazioni che ne beneficiano: vengono sempre utilizzati casi di studio e dati reali in modo che l’esperienza risulti significativa per i partecipanti”, ha spiegato Angelo Failla, direttore della Fondazione IBM Italia.

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Terre des Hommes, Amref, Ceas e CSVnet, hanno così potuto usufruito della consulenza gratuita. Nello specifico Terre des Hommes ha approfondito l’uso dei social media da parte dei propri collaboratori mostrando loro le potenzialità e illustrando le migliori tecniche per la valorizzazione di questi strumenti. Amref Italia ha invece rivisto tutta l’organizzazione interna, che ha permesso di disegnare una roadmap di trasformazione dell’associazione.

 

“Il contributo portato da Fondazione IBM al lavoro, alla crescita e alla progettualità di Amref è stato decisivo. L’intera organizzazione, a tutti i livelli, è stata affiancata e accompagnata attraverso un percorso di consulenza strategica e strutturale di notevole complessità che ha generato profondo impatto nella vita dell’organizzazione, consentendoci di realizzare quel rinnovamento profondo, quel cambiamento radicale di cui da molto tempo sentivamo l’esigenza”, ha dichiarato Mario Raffaelli, presidente di Amref.

 

Diverso il discorso per Ceas (Centro Ambrosiano di Solidarietà) e CSVnet( Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato), che hanno puntato il primo verso un conoscenza più approfondita della gestione del centro da parte dei responsabili, mentre il secondo ha puntato verso una realizzazione di una rete che metta in connessione le varie realtà sparse sul territorio.

 

“Questo progetto muove per la feconda connessione delle informazioni sul volontariato che la nostra rete raccoglie capillarmente su tutto il territorio nazionale” dichiara Stefano Tabò, presidente di CSVnet. “La sinergia con IBM ci sta utilmente sostenendo nella valorizzazione di questo grande patrimonio conoscitivo. Si tratta, in ultima istanza, di monitorare lo sviluppo di tutto il volontariato italiano, favorendo la promozione delle sue organizzazioni, della sua operatività, dei suoi valori”.

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