Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Se il secondo gigante mondiale del settore alimentare in termini di giro d’affari, per capirci una delle più grandi multinazionali del pianeta, lancia un green bond da ben 250 milioni di sterline (quasi 300 milioni di euro), allora vuole dire che questa tipologia di investimento ha aperto un nuovo capitolo, affrancandosi dalla nicchia di piccole
Se il secondo gigante mondiale del settore alimentare in termini di giro d’affari, per capirci una delle più grandi multinazionali del pianeta, lancia un green bond da ben 250 milioni di sterline (quasi 300 milioni di euro), allora vuole dire che questa tipologia di investimento ha aperto un nuovo capitolo, affrancandosi dalla nicchia di piccole emissioni guidate da emittenti bancari e finanziari, spesso sovranazionali come la Banca Mondiale e la European investment bank, ed entrando definitivamente, e con forza, nel ricco mondo corporate.
Il protagonista di questo cambio di passo delle obbligazioni pensate per finanziare progetti ecofriendly è Unilever. La multinazionale anglo-olandese è una vera e propria best practice nel campo della responsabilità ambientale e sociale.
Che progetti finanzierà il green bond di Unilever? Il denaro raccolto sarà utilizzato per finanziare diverse nuove aziende pensate per fare in modo di riuscire a dimezzare le quantità di rifiuti, consumi di acqua ed emissioni di gas di aziende già esistenti. Tra le società finanziate ci saranno un impianto di filtraggio delle acque e un’impianto di produzione di gelati in Sudafrica.
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