L’impatto invisibile di quello che mangiamo

Quanto costa all’ambiente il cibo che mettiamo in tavola ogni giorno? Ora esiste un calcolatore per conoscere l’impronta ecologica della nostra alimentazione, realizzato da Essere Animali in occasione della Settimana Veg.

Venerdì 24 maggio si terrà il secondo sciopero mondiale per il futuro. Ormai l’argomento è caldo e sappiamo che dovremo cambiare il nostro stile di vita per contenere il riscaldamento globale. Ma quando si parla dell’impatto dell’alimentazione, le opinioni si dividono e si fanno accese. Possibile che quello che mangiamo abbia un impatto così devastante sul Pianeta? E, se così fosse, come possiamo scegliere in modo più consapevole?

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Mucca in un prato
Che impatto ha quello che mangiamo sul Pianeta? © Unsplash

Il calcolatore dell’impronta ecologica

Per orientarci nelle nostre scelte quotidiane, Essere Animali presenta il calcolatore dell’impronta ecologica. Nato per sensibilizzare le persone sul costo invisibile del cibo che mangiamo, è facilmente fruibile e molto intuitivo.

Si tratta di uno strumento che paragona l’impatto sull’ambiente e sugli animali di ogni singola porzione di proteine che finisce nel piatto. Il confronto proposto è volutamente solo tra gli alimenti proteici, ossia l’unica componente variabile all’interno di una dieta bilanciata. Non avrebbe senso ridurre il consumo di verdura, frutta e cereali: questi sono i mattoni che stanno alla base di un’alimentazione sana, e per inquinare meno l’invito è di sceglierli locali, sfusi, biologici e di stagione.

Il calcolatore di Essere Animali
Essere Animali ha presentato il calcolatore dell’impronta ecologica, per sensibilizzare le persone sul costo invisibile del cibo che mangiamo © Essere Animali

L’impatto invisibile di quello che mangiamo

I valori presi in considerazione sono quattro: la produzione di gas serra, il consumo di terra, il consumo di acqua e il costo di vite animali. Mangiando anche solo una o due porzioni di carne di manzo alla settimana, alla fine dell’anno il conto è salatissimo. Tanta CO2 quanta ne emette un viaggio di 853 chilometri in automobile, un intero campo da calcio utilizzato, l’acqua che una persona potrebbe bere in 165 anni e, ovviamente, anche la vita dell’animale, cresciuto nella stragrande maggioranza dei casi nelle terribili condizioni di un allevamento intensivo.

Che questo tipo di alimentazione non sia sostenibile è ormai cosa nota, motivo per cui il 2019 si sta caratterizzando per una serie di prese di posizione istituzionali. Le nuove linee guida alimentari del Canada, ad esempio, invitano la cittadinanza a preferire proteine vegetali e il mercato a renderle più accessibili a tutti, al bar come nelle tavole calde. O ancora, la commissione Eat-Lancet ha pubblicato un report frutto di una mastodontica revisione della letteratura scientifica per definire la dieta per la salute planetaria, così detta perché include le persone e il Pianeta. Anche la loro raccomandazione è quella di basarsi preferibilmente su una scelta vegetale. E così in Francia con il Lundi Vert, a New York con il Meatless Monday adottato dalle scuole cittadine, e via dicendo.

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Mangiare meno carne è uno dei tasselli più importanti nel mosaico delle azioni per salvare il Pianeta
Mangiare meno carne è uno dei tasselli più importanti nel mosaico delle azioni per salvare il Pianeta © Helena Lopes/Unsplash

Iniziare con una settimana

Come possiamo fare per iniziare a seguire una dieta più leggera per l’ambiente? Aderendo alla Settimana Veg, ad esempio, dal 20 al 26 maggio. Si tratta di una sfida di sette giorni per provare a cambiare alimentazione. Andando sul sito sarà possibile iscriversi e scaricare il ricettario gratuito, con proposte semplici e bilanciate dal punto di vista nutrizionale. Quattordici ricette salate, due ricette dolci, tanti consigli e una community di migliaia di persone che ci sta provando nello stesso momento e si confronta.

Scopriremo così che possiamo fare la differenza anche nelle piccole cose e che introdurre alternative vegetali e ricette senza prodotti animali nella propria quotidianità è più semplice di quanto sembri. E poi chissà, magari una settimana veg tira l’altra e non si smette mai.

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