India, i rapporti sessuali con le spose bambine diventano reato di stupro

I rapporti sessuali con le spose bambine equivalgono allo stupro: lo ha deciso la Corte suprema indiana. Questa sentenza colma le lacune della legge precedente secondo cui i rapporti con le spose minorenni erano legali.

La Corte suprema dell’India ha emesso una sentenza che stabilisce che i rapporti sessuali in un matrimonio in cui la sposa ha meno di 18 anni costituiscono un atto di stupro, e quindi un reato. In base alla legge indiana, l’età del consenso per i rapporti sessuali è di 18 anni. Tuttavia, prima dell’approvazione del nuovo decreto avvenuta l’11 ottobre – che è coincisa con la Giornata internazionale delle bambine e delle ragazze – esisteva un’eccezione alla regola: i rapporti sessuali tra un marito e una moglie che avesse dai 15 anni in su erano da ritenersi legali.

Una vittima di violenza sessuale in India
Priyanka (non il suo vero nome) è stata violentata da un vicino di casa quando aveva 14 anni. Una sera è arrivato in moto con degli amici e ha minacciato di ucciderla se non avesse accettato un passaggio. L’ha portata a casa di un amico e l’ha stuprata. Per dieci giorni la polizia si è rifiutata di aprire un’indagine contro di lui, e nel momento in cui l’ha fatto ha trattenuto la ragazza alla stazione di polizia mettendole pressione per dire nella deposizione che il rapporto era stato consenziente. Priyaka e la sua famiglia dicono che l’uomo proviene da una famiglia ricca e influente. Gli abitanti del villaggio parlano, sostenendo che la ragazza è andata via con lui di sua spontanea volontà e ha fatto “cose brutte”. Dopo lo stupro l’uomo continua a molestarla, mandando i suoi amici a dirle che se la incontrerà la ucciderà, che violenterà le sue sorelle, e ucciderà suo padre © Getty Images

I rapporti sessuali con le spose bambine sono atti di stupro

Ribaltando l’eccezione che era prevista dalla legge in vigore, la Corte ha stabilito che “un rapporto sessuale con una donna che abbia meno di 18 anni è un atto di stupro, indipendentemente dal fatto che sia sposata o meno. L’eccezione (…) crea una distinzione inutile e artificiale tra una bambina sposata e una nubile e non ha alcun nesso razionale con qualunque obiettivo poco chiaro che si intenda raggiungere. Questa distinzione artificiale è arbitraria e discriminatoria e non è certamente nel miglior interesse della ragazza”.

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La Corte ha anche evidenziato il fatto che i rapporti sessuali con spose minorenni vengono largamente accettati dalla società indiana e questo serve come incentivo per i genitori a dare in sposa le proprie figlie in modo da avere benefici finanziari. Infatti, il 30 per cento delle ragazze si sposa prima del raggiungimento dell’età legale e quasi 12 milioni di bambine sotto i dieci anni sono sposate, come evidenziano i dati del censimento nazionale. In questo senso si tratta di una decisione storica per la nazione, dato che riguarda una fetta importante della popolazione.

Una vittima di violenza sessuale in India
Priyanka si è sposata con un ragazzo di 22 anni scelto dalla sua famiglia, che era preoccupata per lei. La ragazza pensava di sentirsi più al sicuro una volta che si fosse sposata e trasferita in un altro villaggio. Suo marito non sa dello stupro, e il violentatore le ha mandato delle lettere minacciando di rivelarlo e mandare all’aria il matrimonio. “Sono arrabbiata e mi sento completamente svuotata”, dice Priyanka © Getty Images

Cosa c’è ancora da fare

Anche se la decisione è stata accolta con entusiasmo da parte dei difensori dei diritti delle donne e della tutela dei minori, molti evidenziano i suoi limiti. In primo luogo, la legge sarà difficile da applicare perché al momento non ci sono meccanismi che supportino le ragazze nel denunciare gli abusi e le famiglie sono spesso restie a mettere fine a queste situazioni. Inoltre, il provvedimento non tratta le violenze domestiche da una prospettiva più ampia. In India, infatti, lo stupro da parte di un marito continua a non costituire un reato.

Una vittima di violenza sessuale in India
Sadaf (non il suo vero nome) ha otto anni ed è stata violentata da un medico nel suo villaggio. Stava andando al mercato quando l’uomo l’ha trascinata dentro la sua clinica con la forza e ha abusato di lei. Dopodiché è svenuta per la strada. Quando la sua famiglia l’ha trovata stava perdendo molto sangue. La bambina ha raccontato loro quello che era successo e insieme sono andati alla polizia, ma gli agenti si sono rifiutati di aprire il caso, sostenendo che la famiglia avrebbe dovuto accettare l’offerta del dottore di pagare circa tremila dollari per lasciar cadere le accuse. I genitori di Sadaf non hanno accettato e insieme ai vicini di casa si sono dovuti recare una decina di volte dalla polizia prima che questa accettasse di avviare l’inchiesta. Per cinque giorni dopo lo stupro Sadaf ha continuato a perdere sangue e ha dovuto spostarsi di ospedale in ospedale per ricevere le cure adeguate. Dal giorno della violenza continua a sentirsi male e debole, ed è troppo spaventata per uscire di casa o tornare a scuola. Anche i genitori hanno paura di lasciarla andare perché lo stupratore viene da una famiglia ricca e potente e potrebbe farle del male o rapirla © Getty Images

Per trovare delle soluzioni all’abuso sistematico di minori in India bisogna sicuramente riconoscere le limitazioni della nuova legge. È ugualmente importante però riconoscere l’importanza di questo passo, come segnale del fatto che il sistema giudiziario è pronto a prendersi carico delle riforme sociali di cui il paese, soprattutto le sue fasce più vulnerabili, ha così bisogno.

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