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La musica migliore per guidare: la tua

Molte recenti ricerche di neurofisiologia hanno studiato i nostri comportamenti alla guida durante l’ascolto di musica. Ecco i più interessanti risultati.

Ascoltare musica in auto e sentirsi come in un film. Il gusto unico del guidare con la musica preferita che esce dal finestrino abbassato e il gomito sporgente. Poter cantare a squarciagola, fermandosi solo quando ci si accosta a un’altra macchina. Automobile e musica sono una grande accoppiata. Lo sanno le radio, che registrano i picchi d’ascolto nel drive-time, nelle ore di punta del traffico. E lo sanno anche gli scienziati, che ora studiano i motivi per cui ci piace così tanto, scoprendo come e perché la musica può migliorare l’umore, il benessere in auto e il nostro stile di guida.

Ascolta musica in auto

L’ascolto di musica in auto ha un impatto positivo sull’umore, con una benefica influenza sullo stato mentale, e favorisce l’adozione di comportamenti di guida più sicura. Inoltre, si abbassa lievemente la frequenza di respirazione, segno di diminuzione dello stress.

È vero che l’ascolto di musica in auto richiede un maggiore impiego di risorse mentali, ma questo non solo non incide sulla guida, ma al contrario è stato riscontrato in alcuni casi un miglioramento dell’abilità. I ricercatori l’hanno definita “strategia cognitiva compensatoria”, ipotizzando che è proprio l’aumento dello sforzo cognitivo a mediare tra l’ascolto della musica e le performance al volante.

M. Van der Zwaag , Philips Research Laboratories / Ergonomics 2013
A.B. Ünal, University of Groningen / Accident; analysis and prevention 2012

 

Scegli musica tranquilla e positiva

Uno studio appena pubblicato (aprile 2014) ha indagato sul rapporto tra musica, pressione sanguigna e nervosismo alla guida. L’esperimento ha coinvolto 100 persone a è stata fatta ascoltare musica ritmata e positiva, ritmata e aggressiva, tranquilla e triste, tranquilla e positiva. L’ultimo gruppo è quello che ha reagito meglio, perché si è registrata una diminuzione dell’attività sistolica (quindi della pressione e dell’agitazione) durante snervanti situazioni di traffico. I ricercatori ci tengono a citare una delle canzoni col migliore effetto: Just My Imagination dei Temptation, un gruppo degli anni Sessanta della storica casa discografica Motown.

S. Fairclough, Liverpool John Moores University, Brain and Body Research Group, Philips Research Laboratories / Physiology and behavior, 2014

 

Cambia genere musicale, spesso e d’improvviso

Sorprendentemente, è stato scoperto che la migliore sequenza di canzoni per affrontare le situazioni di guida più stressanti è quella che comprende tanti diversi generi musicali che si alternano d’improvviso. I medici della Philips Group Innovation hanno condotto vari test al simulatore in cui ai soggetti veniva fatta ascoltare musica che cambiava di uno stesso genere, e poi musica di diversi generi, ed è stato dimostrato che le playlist con repentini cambiamenti calmano molto più efficacemente il guidatore,  facendo addirittura registrare meno incidenti alla guida.

M. Van der Zwaag, Philips Group Innovation / Ergonomics 2012

 

Migliora l’attenzione alla guida

Durante l’ascolto della musica il cervello attiva una serie di aree chiave, indipendentemente dai gusti musicali personali. In particolare le regioni coinvolte in movimento, attenzione, pianificazione e memoria. La musica spinge il cervello a prestare maggiore attenzione. Agevola l’attribuzione di significato al flusso continuo di informazioni che il mondo reale genera, un processo chiamato “event segmentation”, che guidando un’auto – mentre tutto scorre davanti a te – è ancora più intenso. Addirittura, i volontari sottoposti a un test mostravano risposte pi√π veloci agli stimoli se ascoltavano musica (393,8 millisecondi) – in questo caso la Primavera di Vivaldi – contro quelli che non sentivano niente (408,1 millisecondi).

D. Abrams, Stanford University School of Medicine / European Journal of Neuroscience, 2003
V. Menon, Stanford University School of Medicine / Neuron, 2007
L. Rigby, Northumbria University / Experimental Psychology 2013

 

Si tende ad andare più piano e si va più dritti

Dato interessante per la sicurezza. Si supponeva che cantare mentre si guida fosse mentalmente più impegnativo. È stato dimostrato che è vero, ma che contrariamente a quanto si può pensare, questo non si traduce in distrazione, anzi. Durante test al simulatore, in generale l’ascolto di musica è associato a una diminuzione delle velocità tenute, e sorprendentemente a un numero inferiore di sconfinamenti al di fuori della corsia di marcia rispetto a coloro che guidano senza musica.

G. M. Hughes, Department of Psychology, Monash University, Australia / Accident; analysis and prevention. 2013

 

Preparati prima le playlist, vietato scrollare

Ben due diverse ricerche hanno di recente esaminato i rischi connessi all’attività di cercare un particolare brano sul proprio lettore mp3 mentre si guida. In entrambe le ricerche, in cui sono stati cronometrati tempi di distrazione addirittura con scanner oculari FaceLab, con il Muarc Driver Distraction Test e con il Lane Change Test. Tutti hanno dato risultati – sia sull’attenzione, sia nella modulazione della velocità sia soprattutto nell’abilità di vista laterale – tali da far dire ai ricercatori che “condurre ricerche di brani durante la guida è problematico e dovrebbero essere compiuti passi per proibirlo”.

K.L. Young, Monash University, E. Mitsopoulos-Rubens / Applied Ergonomics 2011

 

La musica migliore per guidare: la tua preferita

L’ideale è quindi un flusso musicale vario, ricco di stimoli, suadente e non aggressivo. Ma la risposta più conciliante e attesa ce la danno altre due ricerche prese qui in considerazione. Sappiamo che il benessere alla guida è condizione indispensabile per la sicurezza e il piacere di viaggiare. Ascoltare la tua musica preferita scatena il rilascio di segnali positivi dal cervello all’intero organismo. Il meccanismo individuato dalla McGill University di Montreal  è quello della dopamina: l’ascolto delle melodie preferite induce il cervello a rilasciare maggiori quantità della sostanza chimica che nel corpo eroga sensazioni di benessere e gioca un ruolo nelle motivazioni. Per lo studio che lo afferma sono stati usati scanner cerebrali su persone all’ascolto della loro musica preferita (che va da Beethoven ai Led) paragonando i dati con quando ascoltano la musica di qualcun altro. La terza ricerca, della Glasgow Caledonian University in Scozia, ha invece preso in esame l’“internal timing mechanisms”, che influenza il modo e il piacere con cui percepiamo la vita. Ebbene, il significato e le corrispondenze personali che associamo alle nostre canzoni preferite incide sull’attività di gioco ai videogame di guida. La musica che ognuno sceglie aumenta il coinvolgimento nell’attività e l’abilità espressa.

G.G. Cassidy, Department of Computing and Engineering, Glasgow Caledonian University / Scandinavian Journal of Psychology 2010
R. Zatorre, Team Neuro, McGill University Montreal / Nature Neuroscience 2011

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