Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il diffondersi della tecnologia sta permettendo a un numero sempre maggiore di persone di contribuire alla ricerca scientifica, con implicazioni positive per la conservazione e non solo.
Droni, app, software, la tecnologia sta diventando sempre più protagonista nella conservazione della natura, garantendo maggiore sicurezza per le specie minacciate e sempre più informazioni per i biologi. Uno dei primi esempi risale al 1996 quando è stato testato un software portatile di acquisizione dati chiamato CyberTracker, nel Parco Nazionale del Karoo, in Sudafrica.
Grazie al dispositivo (dotato di icone intuitive) Karel Benadie, una guida locale analfabeta, è riuscita a segnalare con precisione la posizione di un rinoceronte che aveva avvistato. In questo modo per la prima volta si è potuto fare ricorso anche a persone non istruite, addirittura non alfabetizzate, per ricavare dati complessi sul comportamento della fauna selvatica che avevano un valore pratico per la conservazione della natura e la ricerca scientifica.
La scienza si è evoluta e con essa i metodi di catalogazione e raccolta delle informazioni, ciò implica che chiunque, a prescindere dal livello di istruzione, può dare un contributo fondamentale alla scienza. Oggi progetti simili sono stati avviati in tutto il mondo e vengono impiegati per monitorare lo stato di salute dei gorilla di montagna in Congo, dei leopardi delle nevi sull’Himalaya, dei giaguari in Costa Rica e dei delfini in California.
Il CyberTracker viene utilizzato anche nella lotta contro il bracconaggio dei rinoceronti, i ranger usano il dispositivo per monitorare sia i movimenti degli animali che dei bracconieri. Altri progetti, come iSpot, iNaturalist e CitSci consentono ai cittadini di condividere i dati sulla biodiversità. La piattaforma eBird sta permettendo di raccogliere numerosi dati sugli uccelli, fornendo informazioni importanti sulle migrazioni dei volatili attraverso i continenti.
Gradualmente le tecnologie verranno perfezionate e saranno diffuse a costi sempre minori, in modo che un numero sempre maggiore di persone possa fruirne e dare il proprio contributo alla scienza semplicemente possedendo uno smartphone.
I dati raccolti potrebbero crescere esponenzialmente, dai villaggi remoti della Mongolia, fino agli studenti di New York passando per Londra, ognuno potrebbe partecipare condividendo i propri dati su animali e piante nel cloud, creando così un’immensa rete per monitorare l’ecosistema globale in tempo reale.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
Non solo tecnologia: il Gruppo Mitsubishi Electric trasforma il principio dei benefici reciproci in azioni per l’inclusione e la tutela del pianeta.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.
Come ci giudicheranno le generazioni future? Bene, se ci impegniamo per lasciare un mondo più sano e pulito. Solo così saremo buoni antenati.
Un viaggio nei 100 siti culturali racchiusi nel territorio di 4 comuni della Ciociaria, nel basso Lazio, che uniscono le forze per un obiettivo comune.