Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il governo scozzese ha bandito la coltivazione delle colture geneticamente modificate per proteggere il proprio patrimonio ambientale.
Nel mondo dell’agricoltura è in corso una guerra, tra colture biologiche o tradizionali e colture geneticamente modificate. È un conflitto che avviene in sordina, lontano dai riflettori, eppure riguarda tutti noi, è in gioco la nostra alimentazione.
La Scozia ha deciso da che parte schierarsi, vietando completamente la coltivazione di prodotti ogm, lo ha annunciato Richard Lochhead, il segretario agli affari rurali del governo autonomo scozzese.
“La Scozia è conosciuta in tutto il mondo per il suo splendido ambiente naturale – ha spiegato Lochhead – il divieto di coltivazione di colture geneticamente modificate servirà a tutelare e valorizzare tale patrimonio”.
La scelta, però, non è solo di carattere ambientale ma anche economica, è infatti in crisi l’assioma che vorrebbe le colture ogm più produttive di quelle biologiche.
“Non ci sono prove di una significativa domanda di prodotti geneticamente modificati da parte dei consumatori scozzesi – ha affermato il segretario agli affari rurali – sono inoltre preoccupato che tali colture possano danneggiare la nostra immagine di Paese verde, sarebbe come giocare d’azzardo con il nostro futuro e mettere a rischio un’industria del cibo e delle bevande che vale 14 miliardi di sterline”.
La Scozia chiederà dunque di essere esclusa da qualsiasi tipo di decisione dell’Unione europea che apra alla coltivazione di colture geneticamente modificate. La presa di posizione è stata accolta favorevolmente dalla Scottish Crofting Federation, ente che rappresenta i piccoli coltivatori della nazione, e da altre organizzazioni della società civile che ha scritto una lettera aperta di sostegno al governo scozzese.
“Condividiamo il principio di precauzione che il governo scozzese sostiene – si legge nella lettera – secondo il quale i potenziali rischi degli ogm per la salute pubblica e l’ambiente, superano i potenziali vantaggi per il sistema alimentare della Scozia, riconosciamo inoltre l’importanza di proteggere e migliorare la reputazione della Scozia come produttore di cibo buono e sano”.
Con questa scelta la Scozia prende le distanze dal governo britannico, molto più aperto sulla questione ogm, e sarà forse etichettata come anti-progressista. La risposta preventiva è contenuta nella lettera degli agricoltori di supporto alla decisione del governo.
“Non siamo contro la scienza, la nostra opposizione nasce dal fatto che, con buona ragione, non ci fidiamo delle affermazioni fatte da società con un interesse acquisito nel controllare il nostro sistema alimentare”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Con quali tecnologie gestiremo gli edifici del futuro? Come saranno costruiti, con quali materiali, su quali princìpi? Lo rivelano le startup presenti a Klimahouse 2026.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha cancellato le restrizioni alla pesca nel Northeast canyons and seamounts Marine national monument.
La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Mentre le istituzioni gestiscono l’emergenza e la magistratura indaga per disastro colposo, gli esperti avvisano: mancano gli strumenti per prevenire.
Il governo ha pre-approvato il decreto: arrivano i “reati qualificati” contro l’ambiente. Un passo avanti ma sanzioni ancora esigue.
Con il suo progetto per la convivenza tra uomo e fauna selvatica, Salviamo l’Orso si aggiudica il premio per l’Italia dei Defender Awards 2025.
Nel cuore dell’Ecuador convivono lo sfruttamento delle risorse e la determinazione della guardia indigena e dei popoli che difendono la foresta come bene comune per l’intera umanità.
Il Tyler Prize, considerato il “Nobel per l’ambiente”, è andato a Toby Kiers, biologa statunitense che lavora ad Amsterdam.
L’ecologa e attivista Arianna Liconti ci accompagna in un viaggio tra divulgazione e racconto alla scoperta del 71% del pianeta, nel nuovo podcast prodotto da LifeGate e la Water Defenders Alliance.