I giudici hanno disposto lo spegnimento dell’impianto, che ha causato centinaia di vittime negli anni. Rimane il tema del lavoro e della riconversione.
I parchi generano un fatturato annuo di circa 600 miliardi di dollari eppure secondo una ricerca i governi investono molto meno di quanto dovrebbero nella loro tutela.
Le aree protette rappresentano le ultime oasi incontaminate del nostro pianeta, veri e propri paradisi che ospitano la maggior parte della biodiversità mondiale. Le persone amano questi luoghi nei quali possono entrare in contatto con la natura e ricrearsi. Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori statunitensi e britannici e pubblicato su Plos Biology le aree protette di tutto il mondo ricevono mediamente otto miliardi di visite ogni anno.
Questo significa che in media ogni persona visita 1,1 aree protette all’anno, dalla ricerca è inoltre emerso che i parchi hanno generato circa 600 miliardi dollari di fatturato per le rispettive economie nazionali. “È fantastico sapere che così tante persone visitano le aree protette così spesso”, ha dichiarato Andrew Balmford, autore principale della ricerca.
Per effettuare il calcolo dei visitatori, che potrebbe essere addirittura sottostimato, i ricercatori hanno utilizzato i dati forniti da 550 aree protette in tutto il mondo per poi estrapolare i possibili visitatori dei 140mila parchi presenti nel mondo basandosi su diversi fattori come la lontananza geografica e l’economia nazionale.
Non sono state inserite nella stima le aree marine protette, l’Antartide, le riserve particolarmente piccole e quelle che sono generalmente off limits per la maggior parte dei tipi di turismo. Il maggior numero di visite viene effettuato in Nord America, che vanta circa tre miliardi di visitatori annuali, mentre l’Africa è fanalino di coda con circa 100mila visite. Complessivamente Nord America ed Europa rappresentano circa l’80 per cento delle visite totali.
Nonostante i numeri siano eccellenti e i proventi notevoli i ricercatori sostengono che i governi investono nelle aree protette molto meno di quanto dovrebbero. “I parchi generano circa 600 miliardi di dollari, eppure annualmente vengono spesi meno di 10 miliardi per la salvaguardia e la gestione di queste aree, più o meno tre o quattro volte meno di quanto sarebbe necessario”, ha affermato Robin Naidoo, co-autore dello studio.
I parchi, oltre a rappresentare una fonte di guadagno, ospitano animali e piante, immagazzinano enormi quantità di carbonio, salvaguardano le fonti di acqua dolce e, non ultimo, alleviano le sofferenze e rasserenano l’animo di chiunque vi metta piede.
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