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Il legno è rinnovabile, riciclabile, sostenibile e versatile. Un viaggio su come questo materiale può contribuire a plasmare un’economia globale più sana.
di Thais Linhares-Juvenal, funzionario forestale senior, e Malgorzata Buszko-Briggs, responsabile delle relazioni esterne della Divisione forestale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura
Le foreste non sono solo i polmoni del Pianeta. Se gestite in modo sostenibile, hanno un potenziale enorme: diventare un’importante fonte di benessere, reddito e prodotti rinnovabili all’interno di una più sana economia globale. Tuttavia è necessaria una decisa inversione di mentalità affinché venga sfruttato questo potenziale – stimato in trilioni di dollari in benefici netti a livello globale. In sostanza dobbiamo cambiare la percezione che abbiamo del legno. Il legno è rinnovabile, riciclabile, rispettoso del clima ed estremamente versatile. È una delle materie prime più antiche dell’umanità, ma grazie alle innovazioni nello sviluppo di prodotti a base di legno, può proiettarci nel futuro, sostituendo i materiali fossili e minerali che hanno un’impronta di carbonio più pesante.
Lo scorso maggio l’Organizzazione meteorologica mondiale ha lanciato un allarme: per i prossimi cinque anni c’è il 50 per cento di probabilità che la temperatura media globale raggiunga 1,5 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali. È necessario uno sforzo enorme per cambiare il nostro stile di vita e il legno rientra nella soluzione. Il legno può avere un ruolo essenziale nella sostituzione della plastica monouso, dalle cannucce per le bibite agli imballaggi per i prodotti alimentari, nell’ambito del movimento globale per porre fine all’inquinamento da plastica. Allo stesso modo, il legno e i suoi derivati offrono pratiche alternative all’acciaio e al calcestruzzo, nonché fibre tessili, più rispettose del Pianeta. All’inizio dell’anno il XV congresso mondiale sulle foreste – il più grande convegno globale del settore – ha fatto appello allo sfruttamento del potenziale del legno prodotto in modo lecito e sostenibile per trasformare il settore dell’edilizia, fornire energia rinnovabile e nuovi materiali innovativi per dirigersi verso la bioeconomia circolare e la neutralità climatica. I delegati di Austria, Camerun, Gabon, Giappone, Perù e Repubblica di Corea hanno lanciato un appello per incrementare gli sforzi per la promozione e l’uso del legno sostenibile all’interno del quadro più ampio dei lavori in corso per tutelare le foreste e ripristinare le terre degradate.
Cosa fare affinché tutto questo diventi realtà? Innanzitutto è giunto il momento di soddisfare il desiderio globale di scongiurare disastri ambientali con messaggi chiari e incalzanti su come farlo. Oltre a comunicare in modo più efficace i benefici del legno, è necessario chiarire il concetto, errato e ampiamente diffuso, che tagliare alberi non è mai una buona idea. Per farlo è necessario anche migliorare la comprensione del funzionamento della gestione sostenibile delle foreste. È inoltre imperativo passare più rapidamente a economie che sostituiscano, laddove possibile, i materiali ad alta intensità di carbonio con prodotti a base di legno. A livello globale, entro il 2030 circa 3 miliardi di persone avranno bisogno di nuovi alloggi, il che si traduce in circa 300 milioni di nuove abitazioni. I settori dell’edilizia e delle costruzioni a tutt’oggi emettono quasi il 40 per cento delle emissioni globali di gas serra legate all’energia, pertanto il passaggio a materiali edili innovativi a base di legno in sostituzione di cemento e acciaio potrebbe fare un’enorme differenza per l’ambiente. Avrebbe inoltre ulteriori ricadute positive sulle economie e sui mezzi di sussistenza: secondo le stime, la produzione e la lavorazione primaria del legname per soddisfare la domanda di abitazioni prevista entro il 2050 in Africa gioverebbe per circa 83 miliardi di dollari all’economia della regione, creando 25 milioni di posti di lavoro.
È altresí necessario far sì che le foreste siano sane e rigogliose come prerequisito per una bioeconomia circolare basata sul legno sostenibile. Dal momento che l’agricoltura è responsabile di quasi il 90 per cento della deforestazione, è necessario affrontare le modalità di finanziamento dell’agricoltura ed eliminare gli incentivi che favoriscono la deforestazione. É necessario inoltre coordinare i progetti di ripristino del clima e delle terre con la produzione di legno sostenibile. La cosiddetta finanza “verde” ha un enorme potenziale a favore dell’ambiente, delle persone che vivono sul territorio e degli investitori. Entro il 2030 è necessario triplicare gli investimenti destinati al ripristino delle foreste e dei paesaggi per soddisfare gli obiettivi concordati a livello internazionale. Infine, governi, produttori e consumatori devono collaborare per arrestare il commercio di legname illegale, anche attraverso standard trasparenti di legalità del legname, politiche per gli appalti pubblici e decisioni informate dei consumatori.
Come indica l’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) nel suo rapporto Lo Stato delle foreste nel mondo 2022, l’aumento nell’uso sostenibile delle foreste e lo sviluppo di catene di valore sostenibili basate sulle foreste sono fondamentali per supportare la ripresa verde e economie resilienti.
Dobbiamo però agire ora per fare la differenza per le generazioni future, ripensando e riallocando una delle risorse naturali più antiche del Pianeta. Con legno prodotto in modo sostenibile è possibile coltivare la soluzione.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta in italiano su La Repubblica
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