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Lo zucchero come il tabacco, l’alcol, la pornografia e le armi? Dal punto di vista della finanza etica, la risposta potrebbe essere presto sì. Tutte le società il cui business è fortemente esposto allo zucchero, come i produttori di bevande o di cibo particolarmente “dolci”, potrebbero essere messe al bando dalla crescente massa dei fondi Sri. La provocazione arriva
Lo zucchero come il tabacco, l’alcol, la pornografia e le armi? Dal punto di vista della finanza etica, la risposta potrebbe essere presto sì. Tutte le società il cui business è fortemente esposto allo zucchero, come i produttori di bevande o di cibo particolarmente “dolci”, potrebbero essere messe al bando dalla crescente massa dei fondi Sri. La provocazione arriva da alcuni analisti statunitensi. Ma l’impressione è che si tratti di qualcosa di più concreto di una semplice battuta.
Dato il trend di diffusione di malattie tipo diabete e obesità, gli investitori più sensibili a tematiche etiche e sostenibili potrebbero già mettere al bando investimenti troppo “dolci”. Questa tipologia di investitori ha già dimostrato storicamente di non scendere a compromessi quando si è trattato di eliminare dai portafogli le “azioni delle morte” come tabacco e armi e i “titoli del peccato” come alcol, giochi e scommesse, e pornografia. Poi si è passati a società con scarso rispetto dei diritti umani o dell’ambiente. Ora potrebbe essere giunto il momento dell’esclusione dei titoli delle aziende i cui prodotti sono ricchi di zucchero.
Esistono investitori etici che affrontano questo problema da investitori attivi. Cioè, invece di eliminare queste società dai portafogli ne chiedono un forte miglioramento dei prodotti. Fino addirittura a spingere a produrre alimenti sani.
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