A chiedere di non considerare più gli orsi bruni come “specie fortemente protetta” sono Romania, Slovacchia, Croazia, Repubblica Ceca e Finlandia.
Fatale è stata la dose di anestetico utilizzata per la cattura. Liberato invece uno dei cuccioli. La rete a questo punto insorge.
La notizia è corsa veloce, rimbalzata tra i social network e i canali mainstream. Mamma orsa è morta. La causa, secondo quanto riferisce la Provincia di Trento, è stata l’anestetico utilizzato per la cattura. Secondo quanto riporta la Provincia di Trento nel comunicato ufficiale, già oggi il plantigrado sarà sottoposto ad autopsia. Libero invece uno dei cuccioli “che è stato dotato di marca auricolare al fine di assicurarne il costante monitoraggio”.
Immediate le reazioni da parte della politica e delle associazioni animaliste, che da tempo suggerivano e appoggiavano alternative alla cattura. Sconcerto viene dal Wwf che in una nota ribadisce il proprio dissenso per la decisione infausta di catturare un esemplare come Daniza in quanto: “Non vi era ragione alcuna di procedere alla cattura di un animale che si era comportata secondo natura”. “È inaccettabile quanto accaduto, tutta questa vicenda dimostra la incapacità di gestire una sana e legittima relazione tra la presenza dei grandi carnivori e le attività umane” dichiara Donatella Bianchi Presidente Wwf Italia. “Vanno accertate con puntualità le responsabilità individuali e amministrative. Chiediamo rassicurazioni sul monitoraggio e l’impegno per la sorte dei due cuccioli ora rimasti senza le cure materne, alle porte dell’inverno”.
#iostoconDaniza Si pubblichino dati autopsia e si accertino le responsabilità. Cattura non necessaria. Seconda vittima di anestesia.
— WWF Italia (@WWFitalia) 11 Settembre 2014
La Lav dal sito ufficiale prende una posizione ancora più dura: “Nessuna fatalità, Daniza è stata uccisa. Per questo denunciamo per violazione dell’articolo 544 bis del Codice Penale – reato di animalicidio che prevede fino a 2 anni di reclusione – il Presidente della Provincia di Trento Rossi, il Vice Presidente Olivi, l’Assessore-veterinario alla caccia Dalla Piccola e ogni altro responsabile di questa vera e propria esecuzione. Solo tre giorni fa Claudio Groff (responsabile Grandi carnivori del servizio Fauna e Foreste della Provincia di Trento), dichiarava alla stampa nazionale che i ‘proiettili narcotizzanti, possono essere pericolosi’”.
#daniza uccisa dalla telenarcosi, lo comunica la @ProvinciaTrento http://t.co/cfg2TN1LV7. Esecuzione annunciata, responsabili paghino
— LAV (@LAVonlus) 11 Settembre 2014
L’Enpa in un comunicato chiede le dimnissioni del ministro dell’Ambiente dichiarando che: “«Ciò che è accaduto all’orsa Daniza non è un incidente né un fatto casuale: è un animalicidio in pieno regola. Nei giorni e nelle settimane passata avevamo più volte chiesto di lasciare in pace l’animale, arrivando a diffidare le autorità locali: questo è il risultato della caccia alle streghe, del clima di terrore scatenato contro il povero plantigrado.» Lo dichiara la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che preannuncia una vera e propria mobilitazione legale da parte dell’associazione.
Secondo quanto riporta il Corriere.it, il ministro dell’Ambiente avrebbe richiesto alla Provincia di Trento una relazione sull’accaduto, mentre: “Il Corpo Forestale dello Stato di iniziativa ha aperto un’indagine… ipotizzando i reati di maltrattamento di animali e uccisione senza motivo reale dell’animale”.
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