La Corte dei Conti certifica i ritardi del nostro Paese, i geologi ambientali propongono attestati di pericolosità, monitoraggio, educazione nelle scuole.
L’allerta è rossa in Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo. Capiamo quali danni e quante vittime il forte maltempo ha provocato finora.
Aggiornamento 30 ottobre – Il numero delle vittime sale a dieci. In Liguria, i venti hanno raggiunto la velocità di 180 chilometri orari, oltre 20mila persone sono senza elettricità e l’aeroporto di Genova resterà chiuso fino alle 14:00. Il borgo di Portofino è isolato perché il manto stradale della provinciale 227 ha ceduto. In due giorni 5.800 vigili del fuoco hanno effettuato oltre settemila interventi.
Tutta la penisola è nella morsa del maltempo che sta causando disagi in molte regioni d’Italia, tanto che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato la dichiarazione dello stato di mobilitazione della Protezione civile.
“La situazione più critica al momento è in Veneto. L’Adige è cresciuto da 70 a 400 centimetri nelle ultime 24 ore”, spiegano i meteorologi di 3Bmeteo.com. La Regione ha dichiarato lo stato di allarme e tutte le scuole rimarranno chiuse fino a martedì compreso. Il sindaco di Venezia ha chiesto l’evacuazione di piazza San Marco.
Agenti della #Questura di #Venezia soccorrono due piccoli #turisti bloccati dall’#acquaalta in Piazza San Marco
Per approfondimenti visita https://t.co/NQDKbRlFEt pic.twitter.com/HQ5ZKdhvH8— Tgr Rai Veneto (@TgrVeneto) 29 ottobre 2018
La preoccupazione è forte anche in Trentino Alto Adige, specialmente a Cortina dove, nel 2017, una donna ha perso la vita a causa di uno smottamento provocato da una bomba d’acqua. “Nella Carnia, in Friuli Venezia Giulia, la situazione è particolarmente grave a causa di frane e strade interrotte che hanno portato all’isolamento della Valcellina”, continua Lorenzo Badellino di 3Bmeteo.com. Si teme per la possibile esondazione del Tagliamento.
Anche in Liguria le scuole sono chiuse; a La Spezia c’è stata una tromba d’aria e per colpa dei detriti caduti sui binari, i treni sono rimasti bloccati. Il sindaco di Monterosso, nelle Cinque Terre, ha ordinato l’evacuazione di abitazioni e negozi ai piani terra e dei seminterrati. In Lombardia, il soffitto di un’aula del Politecnico di Milano ha ceduto. Si rischiano le esondazioni del Seveso e del Lambro.
Maltempo. Codice rosso per i fiumi Seveso e Lambro Rischio idraulico sull’area milanese. COC in allerta E’ stato emanato un bollettino di allerta regionale in codice rosso per rischio idraulico nell’area milanese per possibilità di esondazione dei fiumi Seveso e Lambro
— Comune di Milano (@ComuneMI) 29 ottobre 2018
Due ragazzi hanno perso la vita nel comune di Arci, in provincia di Frosinone, perché un albero è crollato sulla loro auto. Sempre nel Lazio, a Terracina, una tromba d’aria ha causato una vittima e diversi feriti. Il Centro funzionale d’Abruzzo della Protezione civile, a seguito del persistere delle precipitazioni con quantitativi da elevati a molto elevati, ha diramato una nuova allerta rossa per rischio idraulico diffuso nelle zone della Marsica e dell’Alto Sangro.
Una tromba d’aria si è abbattuta su #Terracina. Le forti raffiche di vento hanno sradicato un albero. Le immagini ⬇️ pic.twitter.com/B2LQNCPF8y
— Sky tg24 (@SkyTG24) 29 ottobre 2018
Anche al sud non mancano le difficoltà, specialmente in Puglia dove le fortissime raffiche di vento e le mareggiate hanno causato a Porto Cesareo la rottura degli ormeggi di diverse imbarcazioni, anche di grosse dimensioni. A Cagliari e Sassari, in Sardegna, ci sono state tempeste di fulmini mentre ad Alghero questa mattina si è verificata una grandinata con chicchi del diametro di una pallina da tennis. “Al momento stiamo valutando i danni, ma pare che ci siano solo vetri rotti e auto danneggiate: nessuna infrastruttura pubblica sembra abbia risentito della grandinata”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Ansa il sindaco di Alghero, Mario Bruno. A Napoli, un giovane è morto schiacciato da un albero.
Sono arrivate anche le prime nevicate: a Livigno, in provincia di Sondrio, sono scesi 120 centimetri di neve. Imbiancato anche il passo dello Stelvio, che è stato chiuso al traffico.
In centro c’è da spalare… ❄️❄️❄️? pic.twitter.com/wQLYcHrN8y — Tutto Livigno ?? (@TuttoLivigno) 28 ottobre 2018
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