Sono entrate in vigore le nuove regole europee: frontiere esterne sigillate, controlli più rigidi, un meccanismo di solidarietà non vincolante tra Paesi.
I bambini-soldato facevano parte delle milizie che si battono contro gli integralisti islamici di Boko haram. Ad annunciare la liberazione è stata l’Unicef.
Quasi 900 bambini-soldato appartenenti alle milizie civili che si battono contro i terroristi islamici del gruppo Boko haram sono stati liberati nella giornata di venerdì 10 maggio in Nigeria. Ad annunciarlo è stata l’Unicef.
Good news from Nigeria!
Close to 900 children have been released from the ranks of a local armed group, as part of this group’s commitment to stop using child soldiers. @UNICEF provides an update. #ChildrenNotSoldiers pic.twitter.com/zIImKfXLbH
— UN Geneva (@UNGeneva) 10 maggio 2019
Il rappresentante dell’agenzia delle Nazioni Unite nella nazione africana, Mohamed Fall, ha spiegato che «complessivamente, 894 bambini, comprese 106 bambine, non fanno più parte della Civilian Joint Task Force (Cjtf)». Quest’ultima fu fondata nel 2013 con l’obiettivo di proteggere le comunità locali dagli attacchi degli jihadisti.
La liberazione è avvenuta nello stato del Borno: “Le milizie utilizzavano i bambini-soldato all’interno di gruppi armati, impiegandoli in alcuni casi direttamente nei combattimenti”, ha aggiunto il dirigente dell’Unicef. In altri casi sono stati sfruttati come elementi di appoggio ai check point organizzati dall’esercito regolare nigeriano. Quasi tutti, “sono stati testimoni di stragi e di violenze”.
#Nigeria: Government-backed Civilian Joint Task Force (CJTF) releases 894 children, including 106 girls, from its ranks. The CJTF should continue to take steps to end & prevent child recruitment, including timely implementation of its UN action plan. https://t.co/Bj8ydloVY1
— Watchlist (@1612Watchlist) 13 maggio 2019
La Cjtf, infatti, è utilizzata come organizzazione di appoggio alle truppe nazionali. Ma proprio il frequente ricorso all’arruolamento di bambini-soldato ha generato forti critiche a livello internazionale. Le milizie sono infatti finanziate dalla Nigeria. Che a sua volta riceve aiuti da nazioni terze per la lotta contro Boko haram.
Secondo un rapporto dell’Organizzazione internazionale del lavoro del 2016, in Nigeria sono più di 15 milioni i bambini di età compresa tra 5 e 14 anni costretti a lavorare. Di questi, “molti sono utilizzati come combattenti nei conflitti armati”, aveva indicato l’organismo dell’Onu. “Continueremo a batterci finché non ci siano più alcun bambino-soldato nei gruppi armati presenti nel nostro paese”, ha aggiunto Fall.
Today, 894 freed children will go home with their family & begin a reintegration process that will enable them to fully regain their place into their communities – SRSG Gamba on the release of #children in #Nigeria #ACTtoProtect More: https://t.co/fy7EgFeHdh pic.twitter.com/Y04qFiM3mB
— ChildrenArmdConflict (@childreninwar) 10 maggio 2019
L’Unicef ha sottolineato come, dopo un accordo firmato dalla Cjtf nel settembre del 2017, sono stati liberati in tutto 1.727 tra adolescenti e bambini-soldato, “e non ci sono stati più nuovi arruolati”.
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