Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
L’intera linea di prodotti certificata lungo tutta la filiera. La storica azienda di Cremona riduce emissioni e certifica il proprio impegno ambientale.
Con due secoli di storia alle spalle, l’oleificio Zucchi oggi produce fino a 1 milione di litri al giorno di olii confezionati. In quest’ottica l’azienda, guidata da Giovanni Zucchi, ha scelto un percorso che l’ha portata negli anni a investire in tecnologia e innovazione, sostenibilità e responsabilità sociale.
Un percorso che dura da 20 anni, quando di sostenibilità nemmeno si parlava, e che ha portato l’oleificio a investire sugli impianti produttivi, aumentandone efficienza e riducendone i consumi. I numeri parlano da soli: -5 per cento di metano, -14 per cento di elettricità, -28 per cento di acqua e -35 per cento della quantità di rifiuti prodotti.
Percorso che continua oggi, grazie al calcolo dell’impronta di carbonio (carbon footprint), realizzato in collaborazione e co-finanziato dal ministero dell’Ambiente. L’intera gamma di oli di semi, composta da 7 prodotti, sono certificati ISO TS 14067, certificazione che va ad aggiungersi a quelle raggiunte dall’azienda negli anni, come la UNI EN ISO 14001, la SA 8000 e la BS OHSAS 18001. Sigle che stanno a significare impegno nella qualità, nella sicurezza e nella riduzione dell’impatto ambientale. Ma anche rispetto dei diritti del lavoratore, e delle misure aziendali a tutela della salute.
“Con queste azioni ci aspettiamo che il consumatore percepisca il nostro impegno e la nostra trasparenza”, dichiara Giovanni Zucchi. La trasparenza infatti è oggi un valore imprescindibile per fare corporate social responsability.
Prendiamo ad esempio l’olio di mais e di soia. “L’azienda – si legge in una nota – ha scelto fornitori di prodotti non geneticamente modificati, richiedendo una certificazione ulteriore, al fine di garantire una contaminazione massima accidentale con prodotti ogm dello 0,1 per cento, invece dello 0,9 per cento, come previsto dalla normativa”.
Attenzione confermata da Zucchi: “Proprio perché riteniamo sia necessario migliorare ulteriormente, stiamo pensando a nuove operazioni, in particolar modo sulla filiera”. L’impegno volontario dell’oleificio ha portato inoltre l’azienda a compensare le emissioni tramite l’acquisto di crediti di carbonio, quantificabili in 180 tonnellate di CO2.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Via libera del Senato al disegno di legge che allarga le aree venatorie, allunga i calendari, depotenzia l’Ispra e aumenta le specie cacciabili.
Via libera del ministero dell’Ambiente: la struttura sorgerà a Ceccano, nel Frusinate, e sarà il primo di una serie 47 progetti europei.
Gran parte dell’Europa occidentale sta già facendo i conti con temperature che in molte città sfiorano o superano i 35 gradi.
Grazie al progetto transfrontaliero MC0, tante PMI italiane e francesi hanno avviato un processo di decarbonizzazione. Anche per il settore agroalimentare.
L’Onu ha pubblicato il World Ocean Assessment, corposo rapporto sullo stato di salute degli oceani, che costituisce di fatto un appello per salvarli.
Primo ok alle legge delega, ma i primi reattori modulari di piccole dimensioni arriveranno tra 10 anni. E per la fusione se ne parla dopo il 2040.
Nata a Padova, Finapp utilizza i raggi cosmici per misurare l’umidità del suolo e la neve in tempo reale, prevenendo siccità, alluvioni e sprechi.
Lo scatto di Oreste Caroppo vince Obiettivo Terra 2026 raccontando biodiversità, metamorfosi e natura nelle aree protette italiane.
Uno studio osservazionale condotto su oltre 10mila anziani ha associato la preparazione dei pasti in casa a un minor rischio di demenza, specialmente per chi è meno abile in cucina.