Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha chiesto ieri, in commissione, di comminare pene più severe per chi, coltivando illegalmente cannabis, si macchia anche di crimini ambientali. La produzione di marijuana è consentita e riconosciuta in 20 Stati a scopo terapeutico, e in Colorado e nello stato di Washington anche a scopo ricreativo; sono
Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha chiesto ieri, in commissione, di comminare pene più
severe per chi, coltivando illegalmente cannabis, si macchia anche di crimini ambientali.
La produzione di marijuana è consentita e riconosciuta in 20 Stati a scopo terapeutico, e in
Colorado e nello stato di Washington anche a scopo ricreativo; sono ancora tuttavia molte le aree coltivate
illegalmente. La gestione di queste zone rimanda spesso ai cartelli della droga messicani, che
piantano sul lato statunitense della frontiera, inondando i terreni di grandi quantità di pesticidi e
deviando i flussi di irrigazione.
La richiesta dei legislatori, che vorrebbero appunto un aumento della pena per chi inquina,
contrasterebbe però con l’intento di Obama di ridurre gli anni di carcere per gli imputati condannati
per droga.
La questione della produzione di cannabis suscita comunque preoccupazioni per l’impatto ambientale elevato. Per il servizio forestale Usa, infatti, una singola pianta richiederebbe fino a 15 litri
d’acqua al giorno per crescere, mentre l’Epa, ossia il Dipartimento per la protezione dell’ambiente
americano, fa sapere che alcuni coltivatori di marijuana terapeutica (quindi legali), pur utilizzando
grandi quantità di acqua, energia (per le serre) e fertilizzanti chimici, non sono soggetti alle
stesse regole degli altri agricoltori.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Uno studio pubblicato su Nature Geoscience indica una presenza massiccia di agenti inquinanti negli oceani, con valori giudicati “enormi” dagli esperti.
Nell’ambito della Forestami academy, alcune classi di Milano avranno accesso a un programma educativo sulla tree canopy cover, in collaborazione con il Gruppo Prada.
Il mondo è in “bancarotta idrica” e il Blue Book 2026 fotografa un paese che spreca quasi quattro litri su dieci e dove imperano le disuguaglianze.
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha immediatamente sospeso decine di norme per la protezione di clima, natura e ambiente.
Il progetto Safe Water in Uganda, anche grazie a Cassa Depositi e Prestiti, serve oggi 187mila persone e aiuta a tutelare le foreste.
Una densa nube avvolge la capitale dell’Iran. L’aria è irrespirabile ed è caduta pioggia acida che potrebbe contaminare le falde acquifere.
Non solo tecnologia: il Gruppo Mitsubishi Electric trasforma il principio dei benefici reciproci in azioni per l’inclusione e la tutela del pianeta.
Uno squalo è stato individuato da un gruppo di scienziati al largo delle Isole Shetland Meridionali, in Antartide. Non era mai accaduto prima.
Le coste italiane sono fragili, come dimostra la Puglia, ma è tutta l’Europa a fare i conti con un territorio esausto.